Spiritualità Cristiana

    Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo - Sito Cristiano Cattolico

Alcuni canti del rinnovamento nello Spirito Santo

Titolo
Adoro Te
Davanti a questo Amore
Gesù t'adoriamo
In eterno canterò
Invochiamo la Tua Presenza
Lode al Nome Tuo
Tu sei Santo Tu sei Re

 

Ogni giorno, nel monastero ortodosso di Optina, in Russia, si tiene un rito di ringraziamento. Padre Sergey Kuzmic, durante questa processione con la Croce fra le mani, è seguito da una decina di gatti che sono stati adottati dai religiosi.

 

Qualche tempo fa, in un gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito Santo, qualcuno pronunciò queste parole: "Di fiori è cosparso il Mio prato, ma uno è diverso dall'altro..." Il Signore ama tutte le Sue creature e tutto il creato, tanto che Gli parve tutto "cosa buona", come sta scritto nel Libro della Genesi. Spesso, però, ci interroghiamo sulla grande diversità di vita fra le creature e, per quanto ci riguarda più da vicino, fra gli esseri umani. Perché le condizioni di vita degli uomini, delle donne e dei bambini di questo pianeta Terra sono così diverse e, allo stesso tempo, così simili?

Un giorno, tanto tempo fa, Sant’Antonio Abate chiese a Dio perché alcuni uomini sono ricchi, altri poveri, perché alcuni muoiono giovani, altri vecchissimi e perché degli empi sono ricchi e dei giusti sono poveri. E giunse a lui una voce che disse: “Antonio, bada a te stesso. Sono giudizi di Dio questi: non ti giova conoscerli.”

Effettivamente tutto ciò è un mistero, ed è un bene che sia così. Quando ci troviamo fuori dalle nostre case (ed averle è già una grazia), incontriamo persone di ogni tipo. Nel migliore dei casi, se poniamo su di loro la nostra attenzione, non le giudichiamo; però è anche un bene se cerchiamo di capire chi si celi dietro questi corpi vestiti. Spesso sono gli stessi abiti che ci indicano qualcosa su chi li indossa, ma naturalmente non basta. Noi stessi, addirittura, siamo dei misteri a noi stessi. Cosa dice Gesù? Mi viene in mente una cosa: "Vegliate!" Ossia, come ci insegnano i padri spirituali, cerchiamo di vigilare su noi stessi, ma anche in questo caso le risposte sono ben poche, ed è già tanto se questo atteggiamento ci aiuta a peccare il meno possibile...

La foto posta all'inizio di questo articolo è di un pastore morto da qualche anno, Walter Bevilacqua. Di seguito è riportata in breve la sua storia, da un articolo di Renato Balducci pubblicato all'epoca sul sito de "La Stampa":

Walter Bevilacqua, pastore tra le montagne dell’Ossola, aveva 68 anni. Al parroco disse: “Io sono solo, è giusto così”.

“Sono solo, non ho famiglia. Lascio il mio posto a chi ha più bisogno di me. A chi ha figli e ha più diritto di vivere”. Walter Bevilacqua lo aveva confessato al parroco poco tempo fa. La morte l’ha colto durante la dialisi a cui si sottoponeva ogni settimana all’ospedale San Biagio di Domodossola. Il cuore ha ceduto durante la terapia e la bara è stata portata a spalle al cimitero dagli alpini di Varzo, penne nere come lui. Dietro al feretro, le sue sorelle Mirta e Iside: “Era proprio come lo descrivono: altruista, semplice. Un gran lavoratore. Sapeva che un trapianto lo avrebbe aiutato a tirare avanti, ma si sentiva in un’età nella quale poteva farne a meno. E pensava che quel rene frutto di una donazione servisse più ad altri” racconta Iside.
Una vita piena di sacrifici, così come quelle di altri pastori di montagna, stretti alla loro terra. Solitario e altruista, nel momento più delicato della vita ha detto no al trapianto. “Sono in molti che aspettano quest’occasione. Persone che hanno famiglia e più diritto a vivere di me. E’ giusto così” aveva detto, con quella naturalezza che l’ha sempre contraddistinto. Bevilacqua è morto pochi giorni fa a 68 anni, una storia venuta alla luce quando il parroco del paese, don Fausto Frigerio, l’ha raccontata in chiesa durante la messa, un esempio da affidare a tutti. Quella frase pronunciata tanto tempo prima, gli era rimasta impressa: “Me l’aveva detto durante una chiacchierata. So che l’aveva confidato anche a un conoscente con cui si trovava in ospedale per le terapie» racconta il prete. E’ questa la notizia che ha bucato il silenzio dell’Ossola, in una valle corridoio verso la Svizzera, a una manciata di minuti. Sui monti della valle Divedro, Walter Bevilacqua ha trascorso i suoi anni, allevato dal nonno Camillo, uomo di altri tempi, ligio alle regole, gran lavoratore. Da lui aveva imparato a non risparmiarsi mai, a non lamentarsi delle difficoltà di chi vive in quota. “Credo non abbia mai fatto le ferie” racconta chi lo conosceva bene. L’agricoltura e gli animali erano la sua passione. Il suo mondo era là, una fetta di terra strappata alla montagna che poco più in alto diventa spettacolo nella conca dell’alpe Veglia.

Cosa possiamo dire? Si tratta di un semplice santo del nostro tempo che, pur con i difetti che abbiamo tutti, ha compiuto un atto di coraggio e di altruismo.

Rimanendo in tema di diversità di condizioni di vita, riportiamo un altro articolo, di Fulvio Cerutti, dal titolo "La gattina senza una zampa adottata da una bimba che sa che cosa vuol dire":

Holly e Scarlette sono fatte una per l'altra. Si capiscono perché entrambe vivono le stesse difficoltà: Holly non ha la zampe anteriore destra, alla bimba manca il braccio sinistro. Difficoltà e diversità che insieme possono superare.

Tutto è partito dai coniugi Tipton, una coppia di Orange County (California) che ha due figli, tra cui la piccola Scarlette. La bimba di soli due anni è nata con una rara forma di cancro che alla fine ha portato a un’amputazione: a 10 mesi ha perso il braccio sinistro. Ora lei combatte contro un cancro che, secondo i medici, dovrebbe essere sconfitto.

Per aiutarla in questo difficile percorso, Matt e Simone, hanno deciso di prenderle un gattino, ma non uno qualunque. E così è entrata nella loro vita la piccola Holly: quando Edith Rios e Kelley Gonzalez l'hanno trovata stava rischiando di morire dissanguata a causa di gravi lesioni, forse dovute alla cinghia del ventilatore del motore di un'auto (problema che si verifica quando i gatti randagi cercano calore durante i periodi invernali).

Al Riverside County’s San Jacinto Valley Animal Campus di San Jacinto Holly ha ricevuto cure e le è stata amputata la zampa anteriore destra. Quando la storia è stata diffusa dai media locali, Matt e Simone Tipton hanno capito che quella gattina di tre mesi aveva un destino che loro già conoscevano, simile alla loro Scarlette.

L'incontro fra Scarlette e Holly ha del commovente: «Bua» ha detto la bimba indicando la zampetta mancante alla mamma. La donna ha voluto rassicurarla: «Sì, ha avuto anche lei la bua tesoro. Ma lei ora è ok, proprio come te!». Le due piccole si sono capite e si faranno coraggio per crescere insieme.

Anche in questo caso, cosa possiamo dire? Le immagini parlano da sole.

Tutto ciò, a volte, rischia d'indurre il pessimismo e di generare considerazioni simili a quelle che fece Giobbe, quando per colpa del Maligno fu tentato duramente in ogni settore della sua vita. Alla fine, però, Dio stesso gli apparve in un turbine, e gli fece capire che, sebbene molte cose possano apparire assurde, tutto è nelle Sue Mani. Lui sa tutto e vede tutto. Spesso anch'io mi dispero, ma il cammino della fede è proprio l'imparare a non disperarsi, il vivere senza disperarsi. E' possibile? Sì, anche se difficile, e ce lo insegnano i santi, più o meno noti. La Beata Chiara Luce Badano, ad esempio, da poco maggiorenne stava per morire a causa di un tumore alle ossa. Si tratta di una forma di cancro particolarmente dolorosa. Ebbene, cosa fece? Si disse: "Io ho ben poco da offrire al Signore, ormai. L'unica cosa che mi è rimasta è questo dolore." Ebbene, rifiutò di farsi somministrare la morfina che le avrebbe consentito un trapasso indolore, però inconsapevole.

A volte mi capita, ad esempio quando sono sull'autobus, di vedere queste differenze fra le persone. A volte resto turbato, a volte provo un sentimento simile all'invidia, che però non è la classica invidia... non è che vorrei essere al posto di qualcun altro, ma mi domando quali siano le cause materiali e spirituali di quanto vedo. Tuttavia sto imparando che l'unica cosa che conta veramente, indipendentemente dalle proprie condizioni di vita, è di essere in pace con il Signore. Com'è possibile questo? Be', Lui è sempre in pace con noi, perché è l'Amore Infinito, ma spesso roviniamo tutto a causa dei nostri peccati. Vorrei porre l'accento su quanto diciamo nella preghiera del "Confesso": i peccati possono essere in pensieri, parole, opere e omissioni. Naturalmente non abbiamo un grande controllo sui nostri corpi, a volte quasi per niente, e le nostre bocche sono spesso causa di guai, sia per quello che esce, sia per quello che entra. Ma Gesù ha detto che è molto più importante ciò che esce dalle nostre bocche, rispetto a quello che vi entra. Certo, possiamo peccare ingurgitando cose dannose, ma in fondo è solo materia. Ciò che esce, invece, rispecchia lo spirito umano, la sua interiorità, tanto che si parla di "esalare l'ultimo respiro", riguardo al momento della morte. Gesù, infatti, dopo aver consegnato il Suo Spirito al Padre, "spirò". Noi, ora, siamo salvati da quell'attimo che spaccò la storia umana in due. Il Sacramento della Confessione, come mi disse un giorno un sacerdote, è costato il Sangue di Cristo. Ma ora Egli vive l'esistenza piena ed infinita, che vuole in qualche misura comunicare a tutti i Suoi figli.

Penso che cercherò di non farmi più prendere dall'angoscia, pensando alle così grandi differenze che vi sono fra le persone, perché un quadro è composto da vari colori, ed ognuno ha la sua importanza. In un ospedale, ad esempio, troviamo al vertice i dirigenti, poi i medici, poi gli infermieri (più infermiere, in verità) e gli impiegati amministrativi, poi gli operatori socio-sanitari (OSS), poi chi si occupa delle pulizie, della ristorazione, delle divise, etc. Si tratta di una specie di esercito con scopi diversi. Ora, tutto ciò può avere una doppia chiave di lettura: c'è l'aspetto "piramidale" della società umana, che in effetti è alquanto inquietante e che Gesù stesso rovesciò letteralmente. Poi c'è l'aspetto dell'ordine delle cose stabilito da Dio. Anche in questo caso Gesù ci rassicura: "Date a Cesare ciò che è di Cesare e date a Dio ciò che è di Dio".

Questo discorso è in effetti ricco di molti spunti di riflessione, ma se volessimo capire tutto... guai a noi!

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