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Scritto il 27 Aprile 2020
Domenica 19 aprile 2020, il parroco di Gallignano Don Lino Viola stava celebrando la Messa. Ad un certo punto è stato interrotto dai Carabinieri, che lui ha mandato via di fronte a dodici fedeli che partecipavano alla celebrazione liturgica. È stato multato di 680 euro per aver infranto il lockdown messo in atto per fronteggiare la pandemia causata dal Coronavirus. Qualche giorno dopo, il 25 aprile, ha pubblicamento pregato il Signore in segno di riparazione per il "sacrilegio" che sarebbe stato perpetrato dai Militari, Forze dell 'Ordine, chiedendo poi un digiuno, altrettanto riparatore, per il 30 aprile. Ora, molti cristiani, in questi giorni, si stanno interrogando circa il rapporto fra Liturgia e lockdown, e ciascuno giustamente cerca di capire, riflettere e dire la sua, a volte.
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Chi siamo? È molto semplice: siamo creature di Dio e, sempre e solo per Sua Grazia, figli di Dio, figli del Dio vivente, piccoli fratelli di Gesù Cristo. Perché ne sono sicuro? Perché il Padre, a chiunque Egli piaccia rivelarsi, lo fa solitamente come tale: come un Padre, appunto. Gesù stesso chiamava Dio “Abbà”, che significa “Caro Papà”. Dio è Padre e Madre, l’ha detto pure un Papa. E’ nostro dovere e fonte di salvezza ricordarci sempre che siamo figli di Dio, anche nelle situazioni più difficili. Anche quando tutto sembra crollarci addosso. Ripetiamo spesso: “Gesù, confido in Te!”, “Gesù, pensaci Tu”. Tutto, prima o poi, si metterà a posto. Se non in questa vita, nell’altra, ossia in quella che attende tutti dopo la morte. Qualcuno potrebbe obiettare che non tutti credono in una vita dopo la morte. È vero, ma c’è. C’è. Se avete dei dubbi… Pregate, studiate, cercate… “Pregate, pregate, pregate”, “Umiltà, umiltà, umiltà” ci ripete da tempo la Vergine Santissima. A volte siamo una folla immensa, a volte ci sentiamo tanto soli, ma non siamo mai soli.