Spiritualità Cristiana

    Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo - Sito Cristiano Cattolico

Alcuni canti del rinnovamento nello Spirito Santo

Titolo
Adoro Te
Davanti a questo Amore
Gesù t'adoriamo
In eterno canterò
Invochiamo la Tua Presenza
Lode al Nome Tuo
Tu sei Santo Tu sei Re

 

Ogni giorno, nel monastero ortodosso di Optina, in Russia, si tiene un rito di ringraziamento. Padre Sergey Kuzmic, durante questa processione con la Croce fra le mani, è seguito da una decina di gatti che sono stati adottati dai religiosi.

 

Fermatevi e sappiate che Io sono Dio, eccelso fra le genti, eccelso sulla terra.

Dal Salmo 45, versetto 11

Fin dalla "notte dei tempi" (è proprio il caso di dirlo, poiché la "storia ufficiale" non va indietro nel tempo di oltre diecimila anni circa), ogni popolo della Terra ha sempre riflettuto molto sul mistero della morte, sulle sue cause e conseguenze, su cosa ci sia prima della nascita e su cosa o, meglio, Chi ci sia dopo che il corpo ha smesso di vivere.

Tecnicamente, la medicina moderna sostiene che la morte avviene dopo che il cervello ha smesso di funzionare in maniera irreversibile. Cuore e polmoni, in qualche modo, possono essere mantenuti artificialmente in vita per qualche tempo, ma per quanto riguarda il cervello è molto difficile dire la stessa cosa. Ora, abbiamo menzionato tre dei molti organi del corpo umano: cuore, polmoni e cervello. Dal punto di vista del "funzionamento" del corpo il primo serve per pompare il sangue in tutte le membra, i secondi servono per ossigenare il sangue e per espellere l'anidride carbonica ed il terzo serve per "supervisionare" l'attività di tutto il corpo, per pensare, per essere coscienti (dal punto di vista del comune stato di coscienza), per prendere decisioni, per elaborare gli stimoli elettrochimici in ingresso (input) provenienti dai cinque sensi, per azionare l'apparato muscolo-scheletrico e la fonazione (output), per stimolare reazioni come la triplice risposta ad uno stimolo esterno di natura pericolosa: combatti, fuggi o stai immobile. Il cervello è molto complesso e suddividibile in molte parti; inoltre ha numerose altre funzioni che non è il caso di elencare in questa sede. Tuttavia, va detto che dal punto di vista "scientifico" è la sede della "consapevolezza", ossia di ciò che ci rende "consapevoli" di esistere, di noi, del prossimo e del mondo in cui viviamo. Ma è veramente così?

Ovviamente, per noi credenti, la questione è di gran lunga molto più complessa ed articolata. Ogni cultura umana di ogni popolo ed epoca ha sempre attribuito ai suddetti tre organi anche dei significati spirituali o metafisici, ossia riguardanti un "qualcosa" che va al di là di ciò che possiamo sperimentare attraverso i cinque sensi. Il cuore, comunemente, è considerato il centro dei sentimenti e delle emozioni (non tutte), i polmoni sono la sede principale del respiro, e questo ricorda lo Spirito o Ruah che Dio inalò nell'uomo plasmato dal fango, ed il cervello è la sede della mente, ossia di quel "qualcosa" al confine fra spirito e materia.

 

 

Alcuni autori sostengono che il corpo umano sia una sorta di sofisticatissima macchina biologica che permette allo spirito umano d'interfacciarsi con questa dimensione spaziotemporale e di agire in essa. Penso che ci sia del vero, in questa definizione, ma naturalmente rimangono molti interrogativi, a cui la nostra fede in Gesù Cristo può perfettamente rispondere. Poniamocene solo due, per il momento. Il primo è: da dove veniamo? Da Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Ricordate cosa dice a proposito di Gesù il Credo (Simbolo Niceno-Costantinopolitano), fra le altre cose? "Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create." In pratica, il Padre ha generato il Figlio dall'eternità, e per mezzo Suo l'umanità. Lo Spirito Santo, che procede dal Padre e dal Figlio e fonde le due Vite nell'Amore, viene effuso sull'uomo e sulla donna affinché si uniscano sempre più a Dio Stesso e possano "vivere veramente". Va inoltre ricordato che Gesù Cristo Stesso si è incarnato in un corpo umano mortale, anche se "speciale", in quanto creato nel grembo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, senza bisogno di un padre carnale.

Il secondo interrogativo, forse addirittura più importante, è: dove andiamo? Verso Dio, ovviamente, principio e fine di tutto, Padre e Creatore di tutti i Suoi figli e figlie, di tutte le Sue creature, di tutto il Suo creato. La risposta è semplice, ma la grande difficoltà consiste nello spiegare la vita umana sulla terra in vista di questo fine. Leggiamo la citazione riportata all'inizio di questo articolo, tratta dal Salmo 45, versetto 11: "Fermatevi e sappiate che Io sono Dio, eccelso fra le genti, eccelso sulla terra." Ecco, Dio Stesso, il nostro amato Signore, ci dice di "fermarci", per "sapere" che Egli è Dio. Purtroppo, tutti noi esseri umani, anche credenti, rischiamo di passare dalla culla alla bara senza "fermarci" veramente, per conoscere il nostro vero Padre. Non è un'esagerazione: in questo momento, proprio ora, miliardi di esseri umani, creati a "immagine e somiglianza" di Dio, rischiano di passare dal grembo materno alla tomba senza conoscere Dio. Ora, anche se ciò dovesse avvenire, sappiamo però che Gesù è venuto nel mondo per salvare tutte le anime, e sottolineo TUTTE, quindi il nostro compito principale consiste davvero nel cercare di vivere operando il bene ed evitando il male e, soprattutto, di confidare nella Salvezza operata dal Signore Gesù Cristo quando si consegnò volontariamente alla morte in Croce, per poi risorgere il terzo giorno.

 

 

Tuttavia... perché i Santi hanno tutti desiderato di conoscere veramente Dio già nel corso della cosiddetta "vita corporale" ? E perché molti insegnamenti del Signore hanno un carattere di "urgenza", anche per il fatto che Egli ci ripete molte volte di "vegliare" ? Evidentemente, agli occhi del Signore, questa vita corporale ha un grandissimo valore, anche se è solo un lampo nell'eternità. Eppure anche le montagne sono formate da piccolissimi atomi. Spesso mi accorgo di "perdere tempo", dal punto di vista "spirituale". A volte questo è vero, altre volte, forse, mi sbaglio. Perché Dio fa incarnare le anime nei corpi? A ben vedere, questo fatto importantissimo ha la funzione precipua di "mettere alla prova" le suddette (e nostre) anime. Poi esistono milioni di ragionamenti, migliaia di libri, molte religioni, molte filosofie, molte teorie, ma forse il succo è proprio questo. Rischiando di esagerare, mi permetto di fare un paragone: dal momento che è lo spirito umano e, soprattutto, lo Spirito di Dio a controllare la materia (purtroppo c'è anche lo spirito del male che, in qualche misura, può fare altrettanto), si potrebbe paragonare la vita umana ad una sorta di "videogioco di realtà virtuale", in cui il mondo è governato da leggi fisiche (programmazione) ed il "giocatore" è la coscienza dell'uomo, della donna e del bambino. Il fine di questa colossale "partita" è la Salvezza... (Detto così fa un po' paura, ma prendete queste righe come una sorta di metafora, perché la vita non è affatto un videogioco, come tutti noi sappiamo). Leggiamo infatti quanto è scritto nella Prima Lettera di San Pietro Apostolo, capitolo 1, versetti 6 - 9: "Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po' afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime."

In questa sede non utilizzo il termine "coscienza" riferendomi alla mirabile qualità dell'anima che ci fa capire, a volte, se qualcosa che abbiamo fatto o vogliamo fare è giusto o sbagliato. Questa facoltà dell'anima è importantissima, ma ora mi sto riferendo alla "centrale di comando" del corpo, ossia allo spirito dell'uomo che è "consapevole", "percipiente" (che percepisce) ed "agente" (che agisce).

Ancora una volta... Tuttavia! Gesù ci dice chiaramente: "Io Sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in Me e Io in lui, fa molto frutto, perché senza di Me non potete fare nulla." (Giovanni 15, 5). Secondo Gesù, quindi, non siamo tanto noi a "fare", ma è Egli, ossia Dio, che agisce in noi, per noi e con noi. Se portassimo questo ragionamento alle sue estreme conseguenze... non esisterebbe neppure il cosiddetto "libero arbitrio", ma non è così. Perché? Perché Gesù ci ama veramente, e permette che talvolta facciamo "di testa nostra", anche se il nostro libero arbitrio, soprattutto in quest'epoca spiritualmente grigia, è decisamente menomato. Gesù Stesso, però, durante tutta la Sua Vita sulla Terra (ed anche in Cielo, con la Madre Sua e Madre nostra), ci ha esortato e ci esorta tuttora a vivere secondo la Sua Volontà, ossia a praticare l'amore aiutando il prossimo, corporalmente e spiritualmente. Personalmente, non temo tanto la morte, perché so con certezza che la vita non finisce con questo drammatico evento, ma il Giudizio. Alcune persone non credono in una vita dopo la morte, ma in genere chi lo afferma con convinzione appartiene ad una ristretta "élite" di ultra-materialisti. La maggior parte della popolazione umana terrestre crede, in vari modi, alla sopravvivenza dello spirito dopo la morte.

Ora, la nostra fede cristiana ci esorta a credere nella "risurrezione della carne". Ma in cosa consiste? Ovviamente non è facile dirlo, ma consideriamo il fatto che Gesù, dopo essere risorto dai morti, chiese ai Suoi Apostoli di dargli da mangiare, per dimostrare di non essere un "fantasma", ma veramente Gesù, con i segni dei chiodi e della lancia. Tuttavia la Chiesa parla dei nostri corpi futuri come dei corpi "trasfigurati", benché ancora individuali e capaci di provare piacere e dolore, felicità ed angoscia. Qualche tempo fa, chiesi ad una sorella del gruppo di preghiera che frequento (del Rinnovamento nello Spirito), cosa ne pensasse della risurrezione, poniamo, di una persona con le gambe paralizzate. Lì per lì le feci questa domanda senza alcun motivo particolare, tanto per stimolare il pensiero di entrambi riguardo a queste tematiche. Dopo qualche tempo, questa sorella, avendomi preso sul serio, mi riferì di aver posto questa domanda ad un sacerdote, che le disse che la persona che è oggi malata, in Paradiso sarà perfettamente guarita. Consideriamo inoltre il caso eccezionale della Vergine Santissima, che venne assunta in Cielo in anima, corpo e spirito. Sono circa duemila anni che ella appare a molte persone, qui sulla Terra, e tutte queste persone la descrivo sempre "bella", anche se in vari modi. Quindi penso che i nostri corpi risorti non saranno costituiti da questa carne mortale "tale e quale", ma che saranno trasfigurati. Inoltre, sempre la Madonna appare in varie sembianze e vestita in vari modi, quindi dobbiamo essere ben consapevoli del fatto che Dio, in virtù della Sua Onnipotenza, saprà ben vestirci!

La morte, dal punto di vista cristiano, è anche il momento del Giudizio, come detto precedentemente. Qui abbiamo i "novissimi": Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso. Il Purgatorio, come si sa, è già una condizione di Salvezza, in quanto rappresenta un temporaneo passaggio di purificazione. Non intendo parlare di questi importanti argomenti, ma mi permetto solo di dire che Dio è sì Misericordioso, ma anche Giusto, per cui... non c'è da scherzare. Gesù disse a Santa Faustina Kowalska: "Io Sono Re di Misericordia e Giudice Giusto." Ora, personalmente penso che gran parte delle nostre "cattive azioni" non ci rendano molto "colpevoli", perché causate da una moltitudine di situazioni e vicende, nonché da una quantità di caratteristiche personali fisiche, spirituali, famigliari, sociali, ambientali, etc. Però la vigilanza su noi stessi è importante. Gesù, infatti, disse anche a Santa Faustina che Egli non dà il premio per il risultato positivo, ma per la fatica sostenuta nel combattimento. Il Premio è innanzitutto Egli Stesso, grazie all'azione dello Spirito Santo. Il combattimento è tutto ciò che intercorre dalla nascita alla morte corporale, nel bene e nel male, anche se tutti sappiamo che esistono dei momenti particolarmente importanti, nelle nostre vite.

Qualche tempo fa, parlando con un sacerdote, ebbi una piccola sorpresa. Lui mi stava parlando delle grandi sofferenze che derivano dalla morte di un bambino piccolo. Gli dissi che, però, questo bambino è in un certo senso più "fortunato" di noi adulti, dal momento che va subito in Paradiso. Lui non contraddisse questa mia affermazione, ma mi disse che, però, "ci va senza meriti" e che "in questo si manifesta la Misericordia di Dio, che accoglie anche chi non ha meriti". È stato un momento molto interessante, non dico "totalmente illuminante", ma molto bello. A volte penso alle persone "cerebrolese", quelle persone che soffrono di "cerebropatia" fin dalla nascita, generalmente causata da un periodo prolungato di assenza di ossigeno durante il parto della madre. Ne ho viste alcune, dei giovani che parevano non capire assolutamente nulla di se stessi e del mondo. Non tutte le persone che soffrono di questa patologia hanno lo stesso livello di "inconsapevolezza", però non sono effettivamente "in grado d'intendere e di volere", come si suol dire, anche se a volte in maniera sbagliata. Ebbene, queste persone vanno sicuramente in Paradiso.

 

 

Scrivendo questo articolo ho solo voluto esporre alcuni spunti di riflessione, come si suol dire, al fine di stimolare l'attenzione sulla morte, che San Francesco chiamava "nostra sora morte corporale". È inutile girarci attorno, anche se la società contemporanea pare riuscirci molto bene quanto molto stupidamente... prima o poi tocca a tutti. Ritornando al "fermarsi" del versetto tratto dal Salmo 45, penso che siano i momenti di vera preghiera, in cui siamo fermi dinanzi a Dio, che possono aiutarci ad assaporare in questa vita la Sua e nostra beatitudine eterna. Tutti noi facciamo molte cose, abbiamo diritti e doveri, speranze e delusioni, ma perché ci agitiamo tanto? Pensiamo a Gesù, Signore e Maestro, nel Sacramento dell'Eucarestia. Egli insegna soprattutto con il Suo Silenzio ricco di Potenza, Grazia, Verità e Sapienza. A volte Egli, nella Sua infinita Misericordia, può anche parlarci per mezzo di parole... Tuttavia, il più delle volte, il Maestro ci ammaestra con il Suo Silenzio. Però occorre anche il nostro silenzio, ossia il "fermarsi". Nella Prima Lettera ai Corinti di San Paolo Apostolo, al capitolo 4, versetto 20, possiamo leggere: "Il Regno di Dio non consiste in Parole, ma in Potenza." Lo dico prima a me stesso e poi a voi: preghiamo il Signore che ci conceda di "fermarci" per vivere nella Sua Potenza e, di conseguenza, di vivere nella speranza della nostra risurrezione, che ci porterà a vivere con Lui e con i nostri cari Defunti per sempre.

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