Spiritualità Cristiana

    Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo - Sito Cristiano Cattolico

Alcuni canti del rinnovamento nello Spirito Santo

Titolo
Adoro Te
Davanti a questo Amore
Gesù t'adoriamo
In eterno canterò
Invochiamo la Tua Presenza
Lode al Nome Tuo
Tu sei Santo Tu sei Re

 

Ogni giorno, nel monastero ortodosso di Optina, in Russia, si tiene un rito di ringraziamento. Padre Sergey Kuzmic, durante questa processione con la Croce fra le mani, è seguito da una decina di gatti che sono stati adottati dai religiosi.

 

"Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?». Gesù rispose: «In verità, in verità vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora lo schiavo non resta per sempre nella casa, ma il figlio vi resta sempre; se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. "  Giovanni 8, 31 - 36

 

"Vi ho detto queste cose perché abbiate pace in me. Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; Io ho vinto il mondo!"  Giovanni 16, 33

 

Noi tutti, o almeno quanti di noi posseggono quello che un tempo veniva definito "il ben dell'intelletto", dovremmo almeno ogni tanto voler conoscere la verità. Ho usato le parole "dovremmo", "voler conoscere" e "verità", e non penso che l'abbia fatto per caso. Noi tutti, indipendentemente dalle nostre condizioni di vita (età, razza, sesso, religione, lingua, nazionalità, etc.) abbiamo il "dovere" di cercare la verità, per il bene nostro ed altrui (intimamente connessi). Noi tutti dovremmo avere il desiderio di "voler conoscere" la verità. Perchè? Perché la Verità e le "verità parziali che possiamo comprendere" rimangono tali, ossia "vere", anche se coperte da un milione di bugie. La verità non cambia la sua natura, anche se si tenta di coprirla a forza con una tonnellata di menzogne. La sua luce può essere offuscata, coperta addirittura, senza che noi la possiamo vedere ed intendere, ma non per questo la falsità diviene verità. Semmai siamo noi che possiamo cadere nel tranello di credere vera una bugia, cosa che accade più spesso di quanto si pensi, ma anche in questo caso una menzogna è una menzogna, anche se creduta da milioni di persone, in maniera più o meno consapevole.

Le religioni cosiddette "abramitiche", ossia il Cristianesimo, l'Ebraismo e l'Islam, sono dette "rivelate", in quanto è stato Dio stesso a rivelarsi al suo popolo, per mezzo dei Profeti e, soprattutto, per mezzo del suo Figlio Gesù (Cristianesimo), che noi cristiani crediamo essere vero Dio e vero Uomo. Nessuno può arrogarsi il diritto di essere a conoscenza della Verità in tutta la sua pienezza, in quanto solo Dio può farlo, perché è Egli Stesso la Verità. Le forze del male, il cui capo è Satana (l'accusatore) o Diavolo (il divisore), hanno cercato fin dalla creazione dell'essere umano (uomo e donna) di "invertire" in vari modi la verità, spesso con successo. Gesù parla dell'Avversario in questi termini: "Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna." Giovanni 8, 44. Non sappiamo esattamente le motivazioni per cui il Nemico fa questo, né se ne sia totalmente consapevole, né in che modo lo faccia, ma Gesù ha detto chiaramente che ciò che proviene da lui e dagli altri "angeli decaduti" è falso. Spesso l'umanità, noi tutti, crediamo alla sua "falsa luce" (Lucifero = Portatore di luce). Ciò che consideriamo "buono" per noi stessi, per i nostri parenti, amici, colleghi, fratelli e sorelle di fede, per la nostra Nazione, per il mondo intero... a volte, semplicemente, non corrisponde a ciò che "veramente" sarebbe bene pensare, dire e fare... o non fare.

 

 

Nella prima citazione riportata all'inizio di questo articolo, Gesù dice che conosceremo la Verità, e che essa ci farà liberi, "se osserveremo la sua parola" e se non saremo "schiavi del peccato". Ora, per essere estremamente sintetici, la Parola di Gesù è "Amore" e il peccato è "non-amore". La parola del Nemico è "odio", e questo ci porta alla "divisione" (il divisore). Se passiamo mentalmente in rassegna i Dieci Comandamenti dell'Antica Alleanza, noteremo che in tutti i casi c'è una scelta fra "amore" e "non-amore". Come molti di noi sanno, i primi tre comandi del Decalogo riguardano il rapporto fra Dio e l'uomo, ed il rimanenti sette i rapporti fra gli uomini. Se noi amiamo Dio: non abbiamo altri "dei", non nominiamo il suo Nome invano, ci ricordiamo di santificare le feste. Se ci amiamo fra di noi: onoriamo il padre e la mdre, non uccidiamo, non rubiamo, non commettiamo adulterio, etc.

Gesù Cristo, circa tremila anni dopo che il popolo d'Israele ricevette il Decalogo dalle mani di Dio e del suo servo Mosè, sintetizzò ulteriormente il tutto in questo modo: 1) Amare Dio con tutta l'anima, la mente, il corpo e le forze. 2) Amare il prossimo come se stessi. Fra l'altro, Gesù si servì di un dottore della Legge, per insegnare questo, come è scritto in Luca 10, 25 - 28: "Un dottore della legge si alzò per metterlo alla prova: «Maestro, che devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Che cosa vi leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso». E Gesù: «Hai risposto bene; fa' questo e vivrai»."

Se noi amiamo Dio, il prossimo e noi stessi, difficilmente pecchiamo in maniera grave contro Dio, il prossimo e noi stessi; mi sembra una questione piuttosto semplice che, però, noi tutti tendiamo spesso a complicare terribilmente. I motivi sono tanti: rabbia, disperazione, mancanza di fede, invidia, scoraggiamento, etc. Tuttavia, alla base di tutti questi peccati, c'è proprio il nefasto nome dell'Avversario, ossia "Diavolo", cioè "divisore". In pratica, le forze del male ci tolgono la libertà e ci rendono schiavi in maniera molto subdola, non imprigionandoci in carceri o incatenandoci con catene fisiche, ma forzando in noi il senso di "separazione" fra il nostro "io" e tutto il resto, innanzitutto gli altri "io". Questo ha molte conseguenze dolorose; innanzitutto ciò che facciamo di bene o di male agli altri, prima o poi, effettivamente "ritorna a noi" in vari modi.

 

 

San Paolo Apostolo, quando scrisse in una delle sue lettere delle cose bellissime a proposito dei Carismi provenienti dallo Spirito Santo, tenne però a sottolineare il fatto che "Uno solo è lo Spirito, uno solo è il Signore e uno solo è Dio". Leggiamo infatti, in 1 Corinzi 12, 4 - 6: "Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti."

Il concetto dell'unione intima fra tutti gli esseri umani, che noi cristiani chiamiamo "Corpo Mistico di Cristo", e del quale ci cibiamo letteralmente con il Sacramento dell'Eucarestia, è totalmente in opposizione a tutto ciò che "divide"; non per niente Gesù ha tenuto a precisare: "Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori." Naturalmente il Signore ama anche i "giusti", ma ogni "spirito creato" è indissolubilmente unito allo "Spirito Increato", che è Dio, e per questo motivo la frase di Gesù, che potrebbe risultare un po' provocatoria, non solo indica la sua Infinita Misericordia, ma anche il fatto che ogni essere vivente è indissolubilmente unito al suo Creatore, sebbene possa largamente variare il livello di consapevolezza della creatura a questo proposito. Il peccato, infatti, porta ad una progressiva separazione fra l'uomo ed il Signore (anche se non lo abbandona mai, in realtà), fra gli uomini e fra l'uomo e la sua vera natura spirituale.

In tutto ciò appare inoltre una questione altrettanto importante e delicata. Dalla seconda citazione riportata all'inizio di questo articolo, si evince il fatto che il "mondo" è come un "nemico da sconfiggere", dato che Gesù dice: "Io ho vinto il mondo". Personalmente, a volte sono caduto nella seguente tentazione: prendermela con il Signore per il fatto che permetta delle sofferenze, a volte, nella mia vita. La cosa strana è che non mi arrabbiavo con l'autore diretto del male, ossia il Maligno, ma con Dio che, con la sua Onnipotenza, avrebbe dovuto frenarlo. Il fatto che l'Onnipotenza di Dio possa mettere la parola "fine" al male è una cosa certa, se noi crediamo veramente che Egli è Onnipotente, cioè che possa fare qualunque cosa. Tuttavia, in qualche modo, da migliaia e migliaia di anni l'umanità è in larga parte controllata da forze malvagie, tanto che solo alcuni "Santi", "Profeti", etc. sono riusciti veramente a liberarsene, naturalmente con l'aiuto di Dio. Questo, però, è alla portata di tutti, ed è così che deve assolutamente essere, perché altrimenti la battaglia sarebbe già persa in partenza. Il Demonio usa molte tattiche, ma due in particolare: o ci fa credere di essere delle piccole divinità in terra oppure ci induce a ritenerci degli esseri impotenti, conformisti e preoccupati solo del proprio piccolo recinto (lavoro, salute, amore, possedimenti, istruzione, denaro, appartenenza politica, influenza sugli altri, etc.). Nel primo caso, tipicamente, distorce ed inverte una verità (noi siamo figli di Dio, non Dio ma simili a Lui), mentre nel secondo caso cerca di livellare l'umanità in una massa indistinta di piccoli "io" che vogliono fare solo i propri interessi, spesso a discapito di altri "io" altrettanto conformisti ed impotenti. Il mondo creato da Dio, che Egli stesso definì "cosa buona", è stato effettivamente "sabotato" dal Maligno e dai suoi angeli decaduti, tanto che è diventato addirittura un "nemico".

In che modo Gesù ha vinto il mondo? In molti modi: ha compiuto perfettamente la volontà del Padre e, pur essendo Dio, si è lasciato uccidere per sconfiggere il male del mondo "dall'interno"; ha resistito a tutte le tentazioni di Satana, tanto che Gesù è veramente senza peccato; ha comandato alle malattie e agli spiriti immondi di andarsene, e così è stato; ha comandato al mare in burrasca di calmarsi, e così è stato; ha camminato sulle acque; ha risuscitato i morti, e così via. Veramente Gesù si è fatto beffe del "mondo" e delle sue "leggi fisiche", del quale noi siamo spesso così schiavi. In tutto ciò, però, c'è un denominatore comune: Gesù ha saputo mirabilmente andare oltre il nostro misero "io", fatto di un nome, di una razza, di una religione, di una nazionalità, di un sesso, di una famiglia, etc. per essere "una cosa sola con il Padre". Solo il Figlio di Dio ha potuto realizzare pienamente la sua stessa Parola: "Siate nel mondo ma non del mondo". Noi, se vogliamo essere veramente suoi discepoli, dovremmo almeno provare a farlo. Ad esempio non arrabbiandoci anche se abbiamo ragione, non disperandoci se pensiamo di finire in una brutta condizione di vita, etc. So che questo è spesso molto difficile, e personalmente sono caduto in queste tentazioni, ma se avessimo la vera fede in Dio e nella nostra vera natura di figli del Signore, ossia la convinzione totale che questa nostra vita corporale non è la nostra "vera natura", allora sapremmo quasi ridere in faccia alla malefica triade che ci porta al peccato: il mondo, la carne e il diavolo. Dobbiamo scegliere veramente di essere liberi e non schiavi, consapevoli che solo Dio potrà aiutarci in questo.

 

 

Come in tutte le cose, l'inizio è fondamentale. Come inizia la Bibbia? Con la descrizione della creazione dell'universo operata da Dio e con la caduta dell'uomo, che doveva esserne il "vertice". Obiettivamente, non solo nella cultura giudeo-cristiana esiste questo aspetto della "caduta" dell'uomo da una condizione di gran lunga migliore (paradiso terrestre), ma anche in altre culture del passato, come quella ellenistica (età dell'oro), indiana (l'alternanza di cicli positivi e negativi, i cosiddetti "yuga" di vario tipo), mesoamericana, africana, australiana, etc. Inoltre, anche la questione del Diluvio Universale è presente in altre culture e credenze, seppure con delle differenze. Da tutto ciò cosa dovremmo dedurre? Dovremmo capire che, in un periodo che va dai seimila ai dodicimila anni fa circa, effettivamente "è successo qualcosa di molto grave", che ha privato l'essere umano di gran parte della sua libertà, dignità, nobiltà ed amicizia con Dio, sebbene il Signore sia sempre pronto ad accoglierci a braccia aperte, se ci rivolgiamo a lui, anche grazie alla mirabile redenzione operata da Gesù Cristo, nostro Signore e Maestro. Non solo c'è stata una caduta "spirituale", ma anche grandi sconvolgimenti geologici; tuttavia la prima è più grave. Nella Bibbia è scritto che il Diavolo, sotto forma di serpente, istigò la donna a mangiare il frutto dell'albero delle conoscenza del bene e del male, affinché lei e l'uomo potessero diventare "come Dio". Si è dunque trattato di un assalto che ha coinvolto tutte le potenzialità e volontà dell'essere umano: c'è stata la disobbedienza al Creatore, c'è stata l'idea che Egli fosse geloso della sua Divinità e che la creatura potesse diventare come lui... Non è facile immaginare come siano andate effettivamente le cose, sappiamo però che il piccolo "io" dell'uomo è stato in qualche modo "gonfiato" in maniera ingannevole dalle forze del male, per metterlo in contrapposizione con la fonte stessa della vita, che è Dio, e per questo l'essere umano perse l'immortalità, identificandosi con il suo corpo e con tutto ciò che ne consegue: paura, nudità, ignoranza, sofferenza, procreazione nel dolore, lavoro, fatica, morte.

Dopo tanto tempo, pensiamo forse di essere diversi dai nostri progenitori? Forse è questa la triste verità del peccato originale, cioè che non lo siamo. Tuttavia noi sappiamo che Gesù ci ha salvati, ossia che ha permesso alle nostre anime di essere salvate da Dio, anche se i nostri corpi sono ancora mortali. Perché non siamo molto diversi dai nostri progenitori, se non peggio? Perché ci identifichiamo ancora totalmente con i nostri corpi, che sono solo una parte della nostra vera natura, perché proviamo ancora il senso di separatezza fra di noi ed anche, in qualche misura, con il nostro Dio (anche se lo Spirito Santo ce lo fa sentire spesso veramente dentro di noi), ci sentiamo ancora nudi e sofferenti in mezzo alle vicende della vita, temiamo la morte verso la quale siamo inesorabilmente diretti, etc. Se non fosse per l'opera della redenzione di Gesù Cristo, la vittoria del male potrebbe apparire quasi totale, ma non è così. Anche prima dell'avvento del Signore Gesù, l'umanità è sempre stata sorretta, guidata ed amata da Dio, ma quando Egli mandò sulla Terra il suo unico Figlio, vero Dio e vero uomo, permise all'umanità di vivere in una nuova dimensione: nel mondo ma non del mondo, anche se comunque occorre un certo sforzo da parte nostra, unito alla perseveranza. Purtroppo, però, il primo peccato ha permesso al Male di "sabotare" in qualche modo la creazione, ossia di far percepire all'essere umano un mondo che non era affatto quello voluto da Dio, ma una... prigione a cielo aperto (un carcere-manicomio senza sbarre, per la precisione), ossia un sistema di gerarchie, invidie, idolatrie, stoltezze, discordie, ipocrisie, schiavitù... che Gesù Cristo non esitò a condannare apertamente, a costo della sua stessa vita.

 

 

Ho usato la parola "manicomio" per descrivere il mondo. Certamente si tratta di un'iperbole, ma leggiamo come la scrittrice Ellen Goodman descrive la "normalità": "Normalità è indossare gli abiti che avete comprato per recarvi al lavoro e guidare nel traffico l'auto che state ancora pagando per potervi recare al lavoro di cui avete bisogno per pagare gli abiti e l'auto e la casa che lasciate vuota ogni giorno in modo che possiate recarvi al lavoro per potervela permettere." La maggioranza delle persone che vivono nei "Paesi sviluppati" ha uno stile di vita simile a questo, se non uguale. Tutto perfettamente normale e regolare, no? Se avessimo il coraggio, la sincerità, l'obiettività e l'intelligenza per dire apertamente che il Mondo, il Sistema e la Società sono folli, assolutamente folli, non faremmo altro che mettere in pratica, ancora una volta, la Parola di Gesù. Leggiamo infatti, in Giovanni 9, 35 - 41, quanto Gesù disse all'uomo nato cieco che aveva appena guarito e quanto disse ai Farisei che, come al solito, lo accusavano per invidia e grettezza mentale: "Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui». Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi. Gesù allora disse: «Io sono venuto in questo mondo per giudicare, perché coloro che non vedono vedano e quelli che vedono diventino ciechi». Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: «Siamo forse ciechi anche noi?». Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: Noi vediamo, il vostro peccato rimane»."

All'epoca di Gesù (incarnato in un corpo umano visibile), come oggi, il mondo era governato dal dio denaro, dal potere politico e militare e, purtoppo, anche da una parte di quello religioso che, invece di fare gli interessi delle anime al cospetto del Signore, faceva piuttosto gli interessi solo di se stesso, spesso anche stoltamente. Un esempio? Tutti noi conosciamo l'ipocrisia di molti Farisei (non di tutti, naturalmente), ma una cosa che mi ha spesso lasciato perplesso riguarda i Sadducei, i quali non credevano né nella vita dopo la morte, né nelle creature del mondo invisibile. Scusate, ma allora perché praticavano una religione, dato che, praticamente, secondo loro non c'era una vera speranza per l'uomo? Sì, rendevano culto a Dio, ma in maniera solo rituale, forse solo per una sorta di timore misto all'ammirazione. Magari i Sadducei erano anche delle "brave persone", ma perché essere "religiosi" se si crede solo in ciò che si percepisce con i sensi corporali? Anche i Farisei, quasi sempre, erano "ritualisti", ma almeno credevano nella vita dopo la morte e nell'esistenza di un mondo invisibile, del quale Dio è il Signore. Anche se "sepolcri imbiancati", in molti casi, avevano comunque un briciolo di speranza nella Verità del Signore, ma purtoppo non accolsero il messaggio di Gesù e la sua stessa Persona e Divinità, tanto che con molte scuse lo fecero uccidere, addirittura dai loro nemici "terreni", i pagani invasori Romani.

 

Tuttavia... i modi con cui rendere schiavi gli esseri umani si stanno moltiplicando in misura pressoché esponenziale, soprattutto grazie alla tecnologia. Riportiamo di seguito un articolo apparso sul sito web del "La Stampa" il 22 Gennaio 2016:

 

Il Papa incontra l’amministratore delegato di Apple Tim Cook e benedice i social network: "Comunicazione è dono di Dio"

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in udienza Timothy Donald Cook, Amministratore Delegato di Apple, arrivato in Italia dopo l’annuncio dell’apertura di un nuovo centro di sviluppo a Napoli. La notizia era circolata in mattinata e aveva trovato conferma prima nell’agenda del giorno del Santo Padre e, poi, direttamente dalla Santa Sede.

L’incontro è avvenuto alle 11.30 ed è capitato nello stesso giorno in cui Papa Francesco ha parlato di tecnologia in occasione della 50ª Giornata Mondiale dedicata alle Comunicazioni Sociali. Il Pontefice, il secondo dopo Benedetto XVI a fare uso dei nuovi media per comunicare con i fedeli, ha benedetto i social network che "possono essere forme di comunicazione pienamente umane". "Non è la tecnologia che determina se la comunicazione è autentica o meno - ha detto il Papa - ma il cuore dell’uomo e la sua capacità di usare bene i mezzi a sua disposizione. Le reti sociali sono capaci di favorire le relazioni e di promuovere il bene della società ma possono anche condurre ad un'ulteriore polarizzazione e divisione tra le persone e i gruppi".

La comunicazione deve favorire la prossimità, è l’invito del Papa: "I suoi luoghi e i suoi strumenti hanno comportato un ampliamento di orizzonti per tante persone. Questo è un dono di Dio, ed è anche una grande responsabilità. Mi piace definire questo potere della comunicazione come prossimità. L’incontro tra la comunicazione e la misericordia è fecondo nella misura in cui genera una prossimità che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa. In un mondo diviso, frammentato, polarizzato, comunicare con misericordia significa contribuire alla buona, libera e solidale prossimità tra i figli di Dio e fratelli in umanità".

 

Quanto ha detto Papa Francesco è senza dubbio corretto, in particolare quando ha affermato che le reti sociali "possono anche condurre ad un'ulteriore polarizzazione e divisione tra le persone e i gruppi". Le questioni riguardanti la polarizzazione fra le persone ed i gruppi, la faziosità, il campanilismo ed il nazionalismo estremo sono da tempo sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, il problema è molto più vasto e profondo di quanto possa apparire in superficie. È vero che i nuovi strumenti di comunicazione possono dividere ed unire, ma sia il dividere sia l'unire possono risultare a volte fonte di nefaste prospettive. Vi ricorda qualcosa l'espressione "Divide et impera?" Dal punto di vista spirituale, la divisione è solitamente negativa, come si è detto. La prospettiva finale delle religioni monoteistiche rivelate, fra cui la nostra fede cristiana, è l'unione con Dio, niente di più, niente di meno, pur mantenendo noi l'aspetto creaturale, quindi senza pretendere affatto di diventare dei piccoli "dei", soprattutto come alcuni vogliono fare già su questa Terra. Il nostro Dio, infatti, è un Dio Personale, e non un "nirvana" che, benché bellissimo, non genera un vero amore reciproco, una vera relazione di figliolanza ed amicizia.

D'altra parte, però, il Signore ci ha creati uno diverso dall'altro (anima, corpo e spirito). Egli non ha creato dei cloni. Purtroppo, però, molti aspetti del mondo contemporaneo inducono, spesso in maniera subdola, la massificazione delle vite degli esseri umani. Questo livellamento non è tanto esteriore, dal momento che moltissime differenze sono visibili, ma interiore, psicologico. Si arriverà al tentativo diabolico di creare una specie di "mente collettiva" in stile alveare? Per ora, non possiamo esserne sicuri, ma molti fatti e "grandi realizzazioni dell'intelletto umano" sono degli indizi evidenti.

 

 

Tutti voi, penso, conoscete l'episodio biblico della "Torre di Babele". Leggiamo il testo, tratto dal Libro della Genesi, capitolo 11, versetti 1 - 9:

"Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra."

 

Paolo Scquizzato, appartenente alla comunità dei sacerdoti del Cottolengo, nel suo libro "Come un principio - Riflessioni sul Libro della Genesi" (Effatà Editrice), commenta il testo in questo modo:

 

L'autore sacro raccoglie il sentore della sua gente, il malumore serpeggiante nel contesto sociale in cui vive. È un contesto storico-culturale compresso fra due superpotenze: una potenza occidentale, l'Egitto, ed un'altra orientale, Babilonia.

Chi scrive sta soffrendo. E' l'esperienza di coloro che si trovano oppressi da soggetti più potenti, da una civiltà, una cultura, una potenza imperialista che, per raggiungere l'apice - e rimanervi - deve schiacciare chi sta alla base.

Questo è un brano di un'attualità sconcertante. Ieri come oggi, Dio è contrario a questa situazione: è contrario che vi sia qualcuno che domini sugli altri, perché dominare significa diventare "signore" sugli altri, e dato che Dio è il protettore, il difensore dei poveri, Egli non può accettare questa situazione. Non può accettare che l'uomo, creato a sua immagine e somiglianza, possa essere infangato.

"Tutta la Terra aveva una sola lingua e le stesse parole" (Gn 11, 1). In ebraico "le stesse parole" significa "un solo labbro", ossia tutti dicono la stessa cosa, tutti possiedono l'identico pensiero. Ebbene, se le cose stanno così, significa che gli esseri umani sono sotto il controllo di un solo soggetto. La superpotenza - affinché i suoi sudditi siano controllabili, manipolabili - deve fare in modo che questi abbiano la stessa lingua, che tutti comprendano la voce e il pensiero dell'unico capo, dell'unico dittatore. In questo testo vi è un fattore storico-sociale che è sempiterno nel susseguirsi delle vicende umane: l'omologazione è la condizione necessaria per poter controllare tutti, e farlo al meglio. Per dirla con un sociologo contemporaneo, Zygmunt Baumann, occorre che tutto diventi liquido, indistinto. Ecco dove risiede l'attualità sconcertante di questo brano. Il fatto che tutta la Terra possieda una sola lingua e le stesse parole non è un bene, bensì una maledizione.

 

Ora, passiamo immediatamente ad uno degli aspetti di questa omologazione: Internet, con la sua immensa schiera di social network, new media, startup, data center, satelliti, cavi sottomarini, etc. Riguardo a questo, vorrei fare innanzitutto un'autocritica o, meglio, vorrei pormi un interrogativo. A chi scrive piace usare il computer, dato che ha anche realizzato questo sito, ma spesso mi chiedo: fino a che punto è bene usare uno strumento che, sempre più, rischia d'imprigionare l'umanità in una ragnatela da cui non potrà più districarsi? Il "punto di non ritorno" è già stato superato? Sì, purtroppo. Perché? Perché, se mai un giorno Internet dovesse "cadere" (come ipotizzato da alcuni esperti del settore, che hanno analizzato la quantità media del flusso globale d'informazioni)... la civiltà attuale rischierebbe di collassare. Ormai tutto è collegato: banche, università, borse, centri di ricerca scientifica, installazioni militari, centri di produzione dell'energia elettrica, centrali di monitorizzazione del traffico aereo, marittimo e terrestre, satelliti per le telecomunicazioni, aziende di ogni tipo e di ogni Paese, etc.

Tuttavia, per quanto ciò possa sembrare catastrofico, ci stiamo avviando verso una tragedia ben peggiore: l'omologazione totale della razza umana, se Internet e le nuove tecnologie ad essa connesse non dovessero collassare, ma ampliarsi senza limiti. Molti ricercatori, giornalisti e scrittori sostengono che tutto ciò faccia parte dell'instaurarsi del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale, di cui hanno parlato molti politici in questi ultimi anni. In cosa consiste, essenzialmente? In un processo progressivo di centralizzazione del potere. Nazioni in Unioni di Nazioni, Eserciti in Unioni di Eserciti, ad esempio. Su tutto ciò incombe l'ombra di una nuova "Torre di Babele", meno visibile, ma non meno potente. Anzi, molto più potente.

Tornando alle due "catastrofi" di cui sopra, ebbene, la prima catastrofe potrebbe danneggiare il nostro stile di vita, ma questo è un fatto puramente "fisico", soprattutto, mentre la seconda potrebbe danneggiare addirittura le nostre menti, le nostre coscienze e, indirettamente, le nostre anime ed i nostri spiriti. Tutto ciò vi sembra forse esagerato? Bene, sapete che cosa significa la sigla "WWW" che si trova all'inizio della maggior parte degli URL o indirizzi dei siti? Significa World Wide Web. Letteralmente, parola per parola, Mondiale Estesa Ragnatela. Ragnatela, capito?

 

 

Paolo Scquizzato, nel testo sopra riportato, parla di due "superpotenze" antiche: l'Egitto e Babilonia. Ebbene, sia l'Egitto sia l'antica terra babilonese (l'odierno Iraq, all'incirca) sono noti, fra le altre cose, per le loro "piramidi". Ovviamente sono più famose quelle egiziane, ma anche i babilonesi avevano le loro: le "ziggurat", che erano di forma piramidale, però a gradini. Ora, non è forse vero che la struttura della società umana, fin dall'inizio della cosiddetta "storia nota", ha una struttura prettamente "piramidale", in cui al vertice c'è chi comanda e alla base c'è chi esegue gli ordini? E non è forse vero che Gesù Cristo ha rovesciato tutto ciò, affermando che i primi saranno ultimi e gli ultimi saranno primi? E non è forse vero che, storicamente, alcuni due fra i tanti popoli nemici di Israele erano, per l'appunto, quello egiziano e quello babilonese? E non è forse vero che, spesso, una buona parte degli israeliti si "prostituiva" agli idoli pagani dell'Egitto e di Babilonia, con le gravi conseguenze che possiamo leggere, ad esempio, nei Libri dei Profeti? Traete dunque voi le conclusioni, se volete.

Ci sarebbe ancora molto, molto da dire. Facciamo notare solo una cosa: The Internet of Things, che significa L'Internet delle cose. Di che si tratta? Entro i prossimi dieci anni, la maggior parte dei dispositivi contenenti una parte elettronica (praticamente tutti), sarà connessa in rete, ossia "online". Oggi si tratta di computer, notebook, cellulari (smartphone), tablet, televisori, orologi... Domani anche frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, termostati, caldaie, automobili, apparecchiature per la diagnostica medica, apparecchiature mediche invasive (ossia all'interno del corpo umano)... C'è da sperare che qualcosa non vada storto. Tuttavia, considerato che già ora i dispositivi connessi si contano in miliardi, figuriamoci se la probabilità di guasti con gravi conseguenze sarà bassa.

Qui di seguito potete guardare due video che rappresentano in maniera fantasiosa e cinematografica alcuni aspetti della questione "libertà e schiavitù" nel mondo contemporaneo:

Video 1:

Video 2:

Ultimi utenti registrati

Ultimi articoli

Ma tu vieni e seguimi!

Contatto rapido

Scrivici pure, se ti va.
E-MAIL:
TITOLO:
MESSAGGIO:
Anti-spam: quanto fa quattro per due, il tutto più quattro ?

La Passione di Cristo - Video e musica

Gesù di Nazareth

Quale "pace" e quale "sicurezza" ?