Spiritualità Cristiana

    Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo - Sito Cristiano Cattolico

Alcuni canti del rinnovamento nello Spirito Santo

Titolo
Adoro Te
Davanti a questo Amore
Gesù t'adoriamo
In eterno canterò
Invochiamo la Tua Presenza
Lode al Nome Tuo
Tu sei Santo Tu sei Re

 

Ogni giorno, nel monastero ortodosso di Optina, in Russia, si tiene un rito di ringraziamento. Padre Sergey Kuzmic, durante questa processione con la Croce fra le mani, è seguito da una decina di gatti che sono stati adottati dai religiosi.

 

Non c'è veramente un modo migliore per concludere l'Anno Liturgico che con la Solennità di Gesù Cristo Re dell'Universo, la quale precede il tempo dell'Avvento. Il ciclo di XXXIII settimane del tempo ordinario dell'Anno Liturgico (33 come gli anni che Gesù visse su questa Terra) ha termine con l'espressione universale della regalità di Cristo, che afferma: "Io Sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine." (Apocalisse 22, 13). Dio è il Principio e la Fine, il Creatore di tutto e di tutti, nel tempo e al di fuori del tempo, infinito, eterno, Altissimo e, nello stesso tempo, Vicinissimo.

 

Innanzitutto riportiamo le Letture di Domenica 20 novembre 2016:

 

Prima Lettura
Dal secondo libro di Samuele 5, 1 - 3

In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”». Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.

 

Salmo 121

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

 

Seconda Lettura

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi 1, 12 - 20
Fratelli, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre
e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
il perdono dei peccati.
Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

 

Dal Vangelo secondo San Luca 23, 35 - 43

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

 

Qualche pensiero su questa Solennità

 

Al tempo di Amrafel re di Sennaar, di Arioch re di Ellasar, di Chedorlaomer re dell'Elam e di Tideal re di Goim, costoro mossero guerra contro Bera re di Sòdoma, Birsa re di Gomorra, Sinab re di Adma, Semeber re di Zeboim, e contro il re di Bela, cioè Zoar. Tutti questi si concentrarono nella valle di Siddim, cioè il Mar Morto.

Genesi 14, 1 - 3

 

Poi venne uno dei sette angeli che hanno le sette coppe piene degli ultimi sette flagelli e mi parlò: «Vieni, ti mostrerò la fidanzata, la sposa dell'Agnello». L'angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scendeva dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio.

[...]

Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l'Onnipotente, e l'Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l'Agnello. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra a lei porteranno la loro magnificenza. Le sue porte non si chiuderanno mai durante il giorno, poiché non vi sarà più notte. E porteranno a lei la gloria e l'onore delle nazioni.

Apocalisse 21, 9 - 10 e Apocalisse 21, 22 - 26

 

La parola "re", nella Sacra Bibbia, compare più di 2500 volte. La prima volta che troviamo l'appellativo di "re" ( r minuscola ) è nel Libro della Genesi (prima citazione all'inizio di questo articolo), e l'ultima volta è nel Libro dell'Apocalisse (terza citazione), sempre con la r minuscola. Quindi sia nel primo libro della Bibbia, sia nell'ultimo, si parla dei "re" della Terra. Naturalmente la parola Re ( R maiuscola ) riferita a Dio e, in particolare, al Signore Gesù, ricorre anch'essa molte volte nelle Scritture, ma con quale differenza! Già leggendo queste due citazioni si può immediatamente percepire che, anche fra i re umani, ci può essere una notevole diversità. I nove re in guerra di cui ci parla il Capitolo 14 della Genesi precedono, come scena d'apertura, l'esperienza di battaglia di Abramo. L'uomo prescelto per essere padre nella carne e nella fede di molti popoli, dopo aver saputo che suo nipote Lot era stato catturato con molte altre persone dai primi quattro "re", si mise sulle sue tracce e lo liberò combattendo, dopo aver radunato con sé altri 318 uomini.

I re di cui si parla nella terza citazione sono anch'essi re umani, non precisati nel nome ma certamente nell'atteggiamento nei confronti di Dio e del Suo Regno, la Gerusalemme Celeste, alla quale "i re della terra porteranno la loro magnificenza". Si tratta di un simbolo molto forte, nel senso che "il massimo", dal punto di vista terreno, è solo un "dono" che si può fare al Signore, il quale è, per l'appunto, Re di tutti e di tutto. Tuttavia, come sappiamo, la regalità di Gesù Cristo, di cui si celebra la Solennità al termine di ogni anno liturgico, prima dell'Avvento, è di tutt'altro genere. Si potrebbe dire che, secondo la "logica" umana, un Dio, Uomo e Re non si sarebbe dovuto far mettere in Croce, ma lo ha voluto e fatto mirabilmente. Eppure, usando la stessa "logica", è chiaro che Dio, essendo Onnipotente, può essere benissimo venuto sulla Terra, come Figlio e Uomo, per farsi servo di tutti, essere condannato a morte e crocifisso, morire, essere messo in un sepolcro, risorgere il terzo giorno ed in seguito salire al Cielo. Ripeto: usando la stessa logica, dal momento che l'attributo dell'Onnipotenza significa che Dio può realizzare qualunque cosa Egli desideri. Questo, però, poggia le basi sulla Fede, dal momento che anche i Santi che hanno vissuto i più alti momenti di unione con il Signore, non hanno mai cercato d'inculcare a forza tutto ciò nelle menti delle persone, pur essendo estremamente convincenti, come San Paolo Apostolo.

Nonostante questa "razionalità", che comunque poggia le basi sulla fede, come detto, non si può spiegare totalmente in parole umane il mistero della regalità di Cristo, com'è giusto che sia. Pensando a queste cose, mi è tornato alla mente un argomento molto caro ai "padri del deserto", ossia a quelle persone che, fra le prime nella storia del cristianesimo, decisero di "fuggire dal mondo" per recarsi nei deserti del vicino oriente, al fine di condurre una vita monacale di ascesi, preghiera e ricerca di Dio. Questa tematica è definita come "spiritualità dal basso", ossia una forma di vita di fede che non cerca di elevarsi verso il Cielo con voli pindarici, pensieri e ragionamenti, ma nella carne e nella quotidianità dell'esistenza: sobrietà nel cibo, nel vestito e nell'alloggio, castità, prudenza, silenzio e solitudine. Combattimento contro le passioni della carne (soprattutto in riferimento alla psiche) e dell'anima, che noi tutti ben conosciamo, anche se a volte "facciamo finta di niente", perché mettere in pratica anche solo una di queste cose non è facile. In pratica, questi monaci sostenevano che non ci si può elevare spiritualmente solo a forza di bei pensieri, quand'anche accompagnati da una vita devota. Purtroppo, noi tutti sappiamo anche che la bocca è un organo molto delicato ed importante, dal punto di vista spirituale. Innanzitutto Gesù ci dice che è ciò che esce dalla bocca, a rendere impuro l'uomo, e non ciò che entra. Senza fare esempi eclatanti, anche il nostro eccessivo parlare ci può danneggiare, ma il Signore intendeva dire, ovviamente, che non sono certi cibi a danneggiare l'anima, ma è ciò che esce dalla medesima e dal corpo in generale (pensieri, parole, azioni ed omissioni) a danneggiarla, ossia tutte le brutte cose che Egli spiega nelle frasi seguenti di quel celebre discorso, uno dei tanti che si riferiva al peccato d'ipocrisia, uno dei peggiori secondo Gesù Cristo. Sappiamo tutti, però, che la vita contemporanea richiede che il corpo umano sia usato in un determinato modo, al fine di garantirne "l'efficienza produttiva", quindi solo un intervento divino può aiutarci a progredire, un intervento pressoché costante e di cui spesso non ci rendiamo neppure conto.

Il Signore, in un altro brano del Vangelo, afferma: "Senza di Me non potete fare nulla". Ora, anche questo ci può indicare cosa si possa intendere per "Regalità di Dio". Nonostante i continui errori che noi esseri umani commettiamo, e non intendo solo i cosiddetti "peccati", Dio guida comunque la storia dei singoli e dell'umanità. Nel libro "Amico di Dio", scritto da Onesimo Cepeda Silva e da Carmen L. De Frausto, pubblicato dalle Edizioni Rinnovamento nello Spirito Santo, si parla molto di Mosè. Certamente Mosè fu uno dei migliori Amici di Dio, e lo è tuttora, ovviamente. Tuttavia commise molti più errori di azioni corrette, almeno da quanto si sa dalla Bibbia, nella quale è comunque elogiato molte volte e più di molti altri. Mosè, però, cercò sempre il Signore, pur sbagliando come noi. Innanzitutto, pur essendo un figlio adottivo della figlia del Faraone e Generale dell'esercito egiziano, scelse di passare dalla parte dei suoi veri parenti, cioè gli ebrei in schiavitù. Da quella decisione in poi, seguì a fasi alterne il cammino della Croce, non sapendo neppure che Dio avesse un Figlio, la Persona Divina del Verbo. Gesù, infatti, dal punto di vista del calcolo umano del tempo, morì in Croce più di tremila anni dopo. Tuttavia anche Mosè, nel suo "piccolo", dovette scegliere fra la regalità umana e la regalità secondo Dio. La prima gli avrebbe dato un potere enorme sul mondo allora conosciuto, la seconda lo avrebbe fatto soffrire molto, ma come sta scritto anche nel libro che ho citato, gli avrebbe dato la vita eterna, ossia avrebbe permesso che Dio lo unisse a Sé per sempre. Questa unione, alla quale tutti gli esseri umani sono chiamati, a qualunque religione appartengano, è stata portata a compimento per noi da Gesù, l'Unico Dio-Uomo che sappiamo essere risuscitato dai morti. Leggiamo infatti, in Giovanni 10, 17 - 18: "Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio." Questa è la regalità di Gesù: obbedire per dare la vita, obbedire per riprendersela di nuovo, obbedire per tornare al Padre, affinché tutti gli esseri umani siano una cosa sola con Dio e fra di loro e... far obbedire i Suoi discepoli al Padre, a Lui e allo Spirito Santo.

Quand'ero piccolo, a volte mi chiedevo cosa potesse essere la "santità", e mi rispondevo che essere santi significa aver raggiunto l'unione con Dio. Ora, dopo parecchi anni, mi rendo conto che forse è una risposta giusta, ma vedo che è molto difficile da mettere in pratica, anche perché spesso "perdo tempo". Uno degli aspetti più incredibili ed anche ironici dell'esistenza umana, è che viviamo letteralmente immersi in Dio, e che Egli è sempre dentro di noi, più intimo della nostra stessa anima, eppure... quanto dobbiamo faticare e, spesso, soffrire, per purificarci affinché un solo raggio della Sua Luce raggiunga i nostri cuori e le nostre menti. Parlando sempre di regalità, la Chiesa c'insegna che i cristiani, con il Battesimo, ricevono il potere sacerdotale, profetico e regale, grazie all'azione dello Spirito Santo. Scusate, ma vi rendete conto? Il potere sacerdotale consiste nell'unirci al sacrifico di Gesù. Il potere profetico consiste nel parlare con le parole di Dio. Il potere regale consiste nel dominare il corpo, che San Francesco chiamava "frate asino", la mente e, se possibile, le situazioni pericolose soprattutto dal punto di vista spirituale. Ancora una volta... ma vi rendete conto? Rivolgendomi ai fratelli maschietti, pensate forse di essere in grado di dominare il corpo e la mente, nel caso in cui vi tirassero un calcio nei "paesi bassi"? Ne dubito, e lo stesso vale anche per me (sperando di riuscire a parare prontamente questo colpo a tradimento). Personalmente, so che abbiamo davvero queste grandi grazie, ma mi rendo anche conto del fatto che i momenti in cui esercitiamo veramente questi "poteri" sono ben pochi, e che anche solo queste occasioni sono una grazia! Certo, se fossimo sempre in stato di unione con Dio "consapevole", i problemi che affliggono da migliaia di anni l'umanità scomparirebbero molto in fretta, ma sia come piace a Dio!

Il momento in cui Gesù manifesta in maniera veramente solenne la sua regalità, come sappiamo, è poco prima di morire, di fronte a Ponzio Pilato. In Giovanni 18, 37 leggiamo infatti: "Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Solo Gesù poteva pronunciare queste parole, solo Gesù poteva avere l'animo, il cuore e la mente talmente saldi da parlare in questo modo in simili circostanze. Solo Gesù poteva collegare il fatto di essere "Re" alla "Verità". Egli, infatti, è la Via, la Verità e la Vita. Non solo, ma vuole che anche noi Suoi figli, fratelli e discepoli conosciamo la Verità, come è scritto in Giovanni 8, 31 - 32: "Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi»." Ora, cos'è la Verità? Una delle possibili risposte, forse, è che la vera Libertà consiste nel fatto che, se seguiamo il Signore, non siamo né schiavi né liberi, nel senso che gli stessi concetti di schiavitù e libertà vengono superati, perché non siamo più prigionieri di questo mondo, ossia di una realtà spesso effimera ed illusoria, anche se spesso certamente piacevole o dura, a seconda delle circostanze. "Siate nel mondo ma non del mondo". Sebbene possiamo avere dei momenti di pace, non esiste un solo secondo in cui tutta l'umanità sia in pace, non è mai esistito da quando Eva partorì il primo uomo nato da donna, Caino. Ma chi colpirà Caino sarà colpito sette volte tanto... Lode alla Misericordia del Signore!

Dobbiamo dunque essere pienamente sicuri di essere nella Misericordia del Signore, però non illudiamoci: il mondo "reale" è spesso quello di cui parla San Paolo Apostolo nella Lettera agli Efesini, al capitolo 6, versetto 12: "La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti." E, naturalmente, contro noi stessi, che per qualche misteriosa ragione siamo ancora collettivamente vittime del peccato orginale, ossia della "catastrofe originaria", come definita spesso da Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria (in Italia). Curiosamente, non solo nelle Scritture giudeo-cristiane si parla di un evento che ha portato alla "caduta" dell'uomo da una condizione di gran lunga migliore e, soprattutto, d'intima amicizia con Dio. Molte altre culture di varie parti del mondo, infatti, presentano leggende che si riferiscono ad una mitica "età dell'oro" (non solo dal punto di vista ellenico) a cui è seguito un periodo di oscurità. Tutto ciò, dal punto di vista temporale, solitamente si colloca a cavallo fra la storia conosciuta e la "preistoria", ossia circa diecimila anni fa, e la moderna geologia ha notato che sono effettivamente accaduti anche degli sconvolgimenti della superficie terrestre, contestualizzabili in quanto detto. Questo, però, si riferisce principalmente al diluvio universale, posteriore alla caduta spirituale (peccato, ossia allontanamento da Dio) e fisica (mortalità dell'uomo). In pratica il Diavolo, i suoi demoni ed i suoi seguaci, hanno assestato un colpo durissimo agli esseri umani, e solo il "Nuovo Adamo" Gesù ha potuto riscattarci, anche se purtroppo il mondo, apparentemente, non va certo bene. Tuttavia Egli ha a Cuore la cosa più importante: la salvezza delle nostre anime. Per quanto riguarda il mondo, noi cristiani crediamo che Egli tornerà, anche se spesso ce lo dimentichiamo.

Pensiamo davvero che molti "progressi" siano solo frutto dell'ingegno umano... o che ci sia spesso, piuttosto, lo zampino del "tizio del piano di sotto"? In realtà, il Maligno non sta "sotto" l'umanità (anche se ama agire come un vero e proprio mostro da fogna), ma la controlla in gran parte "dall'alto" (per mezzo dei "dominatori" o "potenti"). Tuttavia, infinitamente più in alto di lui e di noi c'è Dio, l'Altissimo. Questo angelo ribelle non vuole infatti "invertire" tutto e tutti, con simboli, istituzioni, tradizioni, pratiche magiche e società più o meno segrete? Gesù Stesso, infatti, lo definisce "menzognero e padre della menzogna". Ma attenzione: quando Cesare Augusto (un potente, certamente) ordinò di fare il censimento di tutta la Terra (Luca 2, 1), in realtà, non stava solo mettendo in pratica il suo volere, ma anche e soprattutto la Volontà di Dio. Questo censimento, infatti, fece trasferire momentaneamente Maria e Giuseppe a Betlemme, dove sappiamo essere nato Gesù. Pensiamo davvero che ciò che il mondo c'insegna, in molti casi, sia una qualche forma di "sapienza" (dal punto di vista della vera Sapienza di Dio) o che, piuttosto, spesso sia solo "indottrinamento", anche se funzionante dal punto di vista scientifico, psicologico, economico e sociale? Pensiamo davvero che la politica, la legge, la medicina, l'economia globale, etc. siano sempre al servizio della collettività... o che piuttosto lo siano soprattutto di se stesse? Non intendo assolutamente generalizzare, perché non sempre la politica, la legge umana, la sanità, il commercio, etc. sono "sbagliate", anzi in moltissimi casi sono veramente d'aiuto. Anche il Santo Padre Pio, pur operando miracoli e guarigioni di ogni tipo grazie al Signore, si sforzò con ogni energia di far costruire l'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza.

Vi ricordate, però, di quando il popolo d'Israele chiese al profeta Samuele di pregare il Signore, affinché concedesse anche ad esso un "re", come avveniva allora per tutti gli altri popoli? Vi ricordate che, dapprima, il Signore non fu felice di questa richiesta, ma che poi acconsentì dando ad Israele il re Saul? Vi ricordate, inoltre, di come Saul rattristò il Signore e di come Egli unse poi Davide re d'Israele al suo posto? Vi ricordate, infine, che anche il santo e profeta Davide peccò gravemente, per essere poi amorevolmente perdonato dal Signore? Tutto ciò, fratelli e sorelle, dovrebbe invitarci a riflettere seriamente. Cosa scegliamo, dunque? La falsa libertà che è spesso schiavitù? La vera libertà che, però, ci tiene prigionieri e spesso sofferenti? Eppure, anche San Paolo amava definirsi "progioniero di Cristo". Personalmente, spero di riuscire a scegliere la seconda opzione, come si suol dire (almeno qualche volta), pur sapendo che non sono neppure in grado di compiere una sola scelta, se Dio non l'avesse già predisposto, come avviene da sempre per ogni Suo figlio, ogni Sua figlia ed ogni Sua creatura.

Lode e Gloria a Te, Signore Gesù Cristo, Immortale Re dei secoli e delle genti!

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