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    Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo - Sito Cristiano Cattolico

Il figliol prodigo

 

Signore Gesù, aiutaci sempre a tornare a Te, che sei l'Unico che ci vuole bene veramente.

 

Il Ritorno di Cristo

 

Gesù disse a Santa Faustina che i giorni della Giustizia sono preceduti da quelli della Misericordia. Questo è il tempo della Misericordia! Che il Signore aiuti noi tutti ad attingere all'inesauribile fonte della Sua Divina Misericordia.

 

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  • Solo in Dio riposa l'anima mia
    La Pace del Signore supera la vita e la morte terreni
  • Decadenza e Rinascita
    Riflessioni sulla caduta, l'idolatria dilagante, la rinascita e cosa afferma il Signore in proposito

Una gattina eroina

Una gattina randagia egiziana salva dalla morte per avvelenamento dei soldati. Purtroppo non è sopravvissuta. Era solo una micina innocente che chiedeva un po' di cibo, ma ora è con il Signore! Anche gli animali hanno una componente spirituale, anche se diversa da quella dell'essere umano.
Leggete e rendetevi conto...

Digger, micino trovato fra i detriti di una Chiesa in demolizione

 

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Il gattino "Smurf" usato come pupazzo per i cani da combattimento

Ringrazio Dio per le mie sofferenze quotidiane, piccole e grandi, perché sono NULLA rispetto a quelle di tante creature innocenti che meritano il Paradiso più di tanti "esseri umani".

 

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MICINO SALVATO E RIANIMATO
 
Un micino è rimasto intrappolato in un tubo, rischiando di morire. Grazie a Dio i Vigili del Fuoco di Città di Castello (PG) lo hanno salvato e rianimato. Lode e gloria a Te, Signore Gesù Cristo, Dio della Vita!
 

Micino trovato in un cassonetto

Gattino trovato in un camion dei rifiuti

Queste immagini non vi ricordano forse Nostro Signore sofferente?

No, non stiamo scherzando.

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Uncino, il gatto dei miracoli. Di Don Fabio

Uncino: una storia a lieto fine

 

 

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La trasformazione del cane randagio Theo

 

Theo è un cane che per anni ha vissuto da randagio. Un'esistenza molto difficile, senza alcun conforto e amore da parte di qualcuno, tranne che di Dio.

 

 

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Canada, gattino gettato in mezzo all'autostrada e poi adottato

 

 

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 Fly, il gatto arrivato dal camino della parrocchia. Di Don Fabio

Erano i miei primi anni da parroco e non avevo molta esperienza con gli animali.

 

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 Signore Gesù Cristo

Tu solo sai tutto.

Tu solo sei il Maestro.

Tu solo puoi donare la vera vita.

Quando moriremo,

Tu solo puoi accoglierci nel seno del Padre.

Padre Santo, Signore Gesù, Spirito Santo,

Santissima Trinità, Unico Dio, Grande Signore,

Tu solo puoi farci comprendere il senso dell'esistenza,

perché sei la Causa ed il Compimento di tutto,

la spiegazione ad ogni quesito,

la vera Pace ed il Vero Amore.


A Te sia la lode e la gloria, per sempre.

Amen

 
 

Dio Padre

 

“A che giova ad un uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?”
Gesù di Nazaret, il Cristo

 

A volte ci sentiamo forti, sicuri e decisi nelle nostre intenzioni.
Ma cos’è mai tutta questa sicurezza, al cospetto di un agonizzante in ospedale, magari intubato, con flebo varie piantate nelle vecchie e stanche vene, nudo sotto un lenzuolo anonimo, con tanto di tracheotomia e morfina in circolo?
Non intendo criticare l’uomo nella sua effimera forza, né tantomeno esaltare l’agonizzante, tuttavia rieccheggiano le parole di Qoelet: “Vanità delle vanità, tutto è vanità”.
Nessuno nasce per se stesso e nessuno muore per se stesso, afferma San Paolo.
Come dobbiamo comportarci, dunque, di fronte a questo vero e proprio “mistero della vita?”. Una risposta potrebbe essere: “Cerchiamo di dare il meglio di noi”.
Questo è già tanto e degno di lode, ma rischia di spegnersi nella tomba, se non sappiamo il perché dobbiamo comportarci così. Gli antichi studiavano, come potevano, il mistero della morte, e sentenziavano l’immortalità dell’anima.
L’anima, in effetti, è immortale. Avevano ragione. Perché, tuttavia, riveste un corpo, per un limitato periodo temporale? Non lo sappiamo.
C’è chi paragona l’universo ad un “parco giochi per le anime”. L’ipotesi è suggestiva, ma come si concilia con il Messaggio di Gesù Cristo, che molto seriamente parla di un Giudizio? Tutto, in natura, tende a bilanciarsi, come si mescolano fra loro caffè e latte, e chi riesce a separarli? Anche il male deve essere pagato, come è pagato il bene. Ma Chi è che paga? Come? Quando? Naturalmente è Dio solo.
Egli è infinitamente trascendente, ma anche infinitamente immanente, ossia partecipe del Suo Creato e delle Sue Creature. Don Pollano scrisse che nessuno è più concreto di Dio. Egli sa esattamente cosa vuole compiere, quando compierlo e come compierlo. Solo Lui conosce tutto. Il Santo Papa Giovanni Paolo II disse: “Gesù sa cosa è nell’uomo. Solo Lui lo sa.”
Cosa siamo, alla fine? Nudi, rantolanti, il cuore arriva alla fine della sua corsa di milioni e milioni di battiti, il cervello a poco a poco si spegne, e viene decretata la morte. In ospedale si parla di “accertamento di morte”. Elettrocardiogramma piatto per cinque minuti, elettroencefalogramma piatto per sei ore… I medici lo sanno molto bene, ma non osano spingersi oltre.
Il corpo umano è costituito da circa centomila miliardi di cellule… come si spengono in fretta… una vera e propria reazione a catena.
La faccia del morente: con un po’ di barba, senza luce… ma non sempre! Non sempre. Si narra di tante morti di antichi monaci: luci, profumi, cori angelici…
Non è fantasia, ma verità. Già la fantasia è verità effimera nella mente, tanto più ciò che chiamiamo “realtà”. Tanto più, inoltre, ciò che trascende la realtà sensibile, molto più reale del reale stesso. Un gioco di parole? No, troppi pensatori, Santi e Martiri lo testimoniano.
“Imparate da me, che sono mite e umile di cuore”, afferma Gesù.
Stiamo buoni e bravi, dunque, perché la falce miete e la mietitura non è lontana da noi, come a volte pensiamo.
Ripeto: rantolanti, agonizzanti, intubati, narcotizzati, tracheotomizzati, con elettrodi vari, catetere incluso… La fossa arriva, ma anche la risurrezioni dai morti.
San Paolo, infatti, afferma che se Gesù non è risuscitato dai morti, vana è la nostra fede. Il corpo umano è veramente “polvere di stelle”. Gli elementi chimici che in gran parte lo compongono, come il carbonio, l’ossigeno, il ferro, etc. sono infatti sintetizzati nelle stelle, soprattutto quando la stella sta morendo. Questo è quanto afferma la scienza.
“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, resta solo. Ma se muore porta molto frutto”, afferma Gesù.
Sia lode eterna a Colui che “sta alla porta e bussa”, come è scritto nell’ultimo Libro della Bibbia, l’Apocalisse, Rivelazione Profetica che San Giovanni Apostolo ebbe sull’isola di Patmos.
Vieni, Signore Gesù!

Gatta egiziana

 

Fonte: lastampa.it

Nei giorni scorsi ha salvato un gruppo di soldati dalla morte per avvelenamento, così una gatta randagia dal pelo rosso e bianco è stata salutata dai funzionari della polizia egiziana come un’eroina. La storia, purtroppo non a lieto fine per la micia, arriva dalla millenaria città di Giza. Secondo il capo investigatore Mahmoud Farouk, un’auto nera guidata da un uomo con la barba si era fermata nei pressi di un capannello di soldati impegnati nella sicurezza di una banca del distretto di Dokki. Nel comunicato stampa diffuso dal Ministero dell’Interno egiziano si spiega che l’uomo, di cui non si conoscono ancora le generalità, si era fermato per offrire un pasto a base di pesce ai soldato di guardia alla banca. Inizialmente gli ufficiali avevano rifiutato l’offerta, ma poi l’uomo è riuscito a convincerli a lasciar loro il cibo, ricordando che sarebbero rimasti in strada per molto tempo senza poter mangiare. Detto ciò, lo sconosciuto ha lasciato il pacchetto e se ne è andato. 

 

I soldati avevano appena pranzato, e il cibo è stato messo da parte, in attesa di essere consumato più tardi. Ma subito si è avvicinata una gatta randagia, che affamata, ha deciso purtroppo di servirsene. I militari non hanno neanche avuto il tempo di accorgersene che la micia era già in fin di vita, avvelenata dal cibo che era stato offerto ai soldati.

 

Indagini successive hanno rivelato che il pesce veniva da un famoso ristorante take-away ed era stato “contaminato” con una tossina molto efficace capace di portare alla morte in pochi istanti. Attualmente la polizia di Giza sta investigando sull’accaduto, interrogando anche dipendenti e avventori del locale per tentare di identificare l’uomo barbuto alla guida della Mercedes. 

Alba

 

Dal libro “Esiste Dio?” di Alfredo Mazzei:

 

“Arnold Toynbee, concludendo i suoi lunghi studi sui cicli di decadenza della storia umana, ha scoperto che ognuno di essi coincide con una rinascenza dell’idolatria, e pertanto afferma che la nostra era sta pericolosamente affondando, sotto l’enorme peso d’una nuova mitologia, la quale ha divinizzato cose terrene, istituti caduchi e persone mortali: questi sono il danaro, la meccanica, la razza, i reggitori dei popoli, ed altre divinità, che sono state collocate nel novello olimpo.”

 

Arnold Toynbee (Londra 1852 – Wimbledon 1883) è stato un riformatore sociale ed economista, fondatore di numerose opere di carità, morto a soli trentun’anni.

Per quanto riguarda il fatto che i periodi della storia nota, in cui vi fu un aumento dell’idolatria, coincisero con una decadenza (spirituale e morale in primis, ma anche in seguito materiale, economica e politica) è degno di nota osservare che questa concezione dell’umana esistenza è comune a molti popoli, passati e presenti.
Secondo la religione induista, ad esempio, si susseguono ciclicamente quattro ere, di durata progressivamente minore, segnate da diverse caratteristiche. Due, in particolare, sono le seguenti: innanzitutto la decadenza, lenta ma costante, dei valori spirituali; poi la durata media della vita, che progressivamente diminuisce. L’attuale era, secondo gli induisti, è denominata “kali yuga” e, purtroppo, è la peggiore.
Gli indù, inoltre, affermano che, ogniqualvolta i valori spirituali, religiosi e morali subiscono una degradazione, Dio interviene. Interviene secondo la Sua Santa Volontà in vari modi, percepibili o meno, ma in ogni caso interviene.


E’ interessante notare quanto tutto ciò sia in comune con la nostra Fede Cristiana, benché chi scrive sia convinto che Dio si sia pienamente rivelato solo in essa: anche secondo la Sacra Bibbia, anticamente, gli uomini vivevano più a lungo di oggi, benché la scienza medica abbia fatto numerosissime scoperte e salvato milioni e milioni di vite. Inoltre, sempre secondo l’Antico e Nuovo Testamento, ogni volta che il popolo (dapprima solo quello Eletto, poi tutta l’umanità) prende vie sbagliate, Dio interviene. Interviene, naturalmente, lasciando l’uomo libero di decidere, ma comunque interviene, anche in maniera molto forte.
Nell’Antico Testamento, ogni volta che il popolo si piegava all’idolatria, Dio mandava i Suoi messaggeri, i Profeti, ad annunziare la Sua Parola.
Ora, cosa significa “idolatria”? Letteralmente significa “adorare qualcosa che non è Dio”.
Dio solo, infatti, deve adorato. Sarebbe infatti una stoltezza adorare ciò che è creato (vivente oppure no), al posto del Creatore. Eppure noi tutti, prima o poi, consciamente o inconsciamente, cadiamo in questo errore. Ripeto: anche senza accorgercene.
Storicamente gli “idoli” erano artefatti umani, essenzialmente sculture in pietra, legno o altri materiali, a cui veniva innanzitutto attribuito un carattere divino, spesso operante in una particolare sfera del vivere umano (l’agricoltura, la procreazione, il benessere economico, etc.). Sebbene tutto ciò, all’inizio fosse essenzialmente causato da ignoranza dell’Unico Vero Dio, che è Spirito, col tempo ciò divenne fonte di decadenza, dal momento che Dio, più volte ed in vari modi, si era rivelato all’umanità. In particolare, per quanto riguarda il popolo d’Israele, in cui si manifesta la Rivelazione, la punizione suprema, inflitta dal Signore al popolo, era l’esilio, accompagnato da prigionia e sottomissione ad altre nazioni.


La metafora o contrappasso è piuttosto chiara: come il popolo aveva adorato falsi dei stranieri, così poi veniva condotto a servire gli stranieri stessi.
Tutto ciò è storicamente accertato e provato, ma analizziamo meglio il concetto di decadenza, espresso in vari modi da numerose culture in tutto il mondo.
Il cosiddetto “contrappasso”, di ben nota dantesca memoria, è presente in tanti avvenimenti narrati nelle Scritture. Ad esempio, durante uno dei tanti momenti di decadenza e “prostituzione” agli idoli da parte del popolo d’Israele, Dio si manifestò al Profeta Osea e gli disse: “Sposa una prostituta e genera figli di prostituzione, perché il paese si è prostituito, avendo abbandonato il Signore”. Osea ubbidì ed ebbe, da una prostituta, prima un figlio e poi una figlia. Il Signore ordinò a Osea: “Chiamala Non-amata, perché non avrò più pietà della casa d’Israele, così che Io conceda loro il perdono. Della casa di Giuda, invece, avrò pietà e li salverò per mezzo del Signore, loro Dio; non li salverò con l’arco, con la spada, con la guerra, né con i cavalli e i cavalieri.” La donna partorì poi un altro figlio ad Osea e il Signore gli disse: “Chiamalo Non-popolo-mio, perché voi non siete il mio popolo e Io non sono il vostro Dio.”

 

Da tutto ciò si possono trarre alcuni insegnamenti:

 

1) La vita del profeta come Segno: Dio, spesso, benché Spirito Onnipotente e Trascendente, scrive le Sue Leggi d’Amore con la carne e con il sangue. Di questo abbiamo espressione massima nella Morte di Gesù Cristo in Croce. La Croce, afferma San Paolo, è scandalo per i Giudei e stoltezza per i Greci. Scandalo per i Giudei, poiché hanno visto il loro Dio morire su un patibolo, inerme e sanguinante. Stoltezza per le raffinate menti elleniche, poiché era ben lontana da loro la concezione di un Dio che si facesse così miseramente uccidere dagli uomini. Apparentemente il pensiero è il medesimo, ma la differenza è sostanziale: i Giudei, benché abbiamo inchiodato alla Croce Gesù Cristo, credono. I Greci, invece, sono pagani, e San Paolo ebbe come missione primaria l’annuncio del Vangelo ai pagani, tanto che è definito “L’Apostolo delle Genti.” Anche la vita del profeta Geremia fu un “segno”. Diversamente dal profeta Osea, però, il Signore gli ordinò di non sposarsi. Tutto questo, sempre per mostrare l’allontanamento del popolo da Dio, che è Lo Sposo per eccellenza.

 

2) L’infinito Amore che Dio ha per le Sue creature, benché spesso gli avvenimenti dell’umanità appaiano tragici e mostruosi. Questo Amore è quasi commuovente: Egli ordina infatti ad Osea: “Chiamalo Non-popolo-mio, perché voi non siete il mio popolo e Io non sono il vostro Dio.” Dio è infinitamente Sapiente, ma è anche così Semplice… e così triste, quando non lo amiamo…

 

3) Benchè ad Osea vengano rivolte parole molto dure, che affermano addirittura la Volontà di Dio di non perdonare i peccati del popolo, Egli è sempre e comunque Perdono, dal momento che il culmine della Rivelazione, che è Gesù Cristo, afferma chiaramente questo.

La differenza principale, riguardo alla decadenza ed alla rinascita, fra alcune religioni e la Fede nel Signore, Creatore del Cielo e della Terra, in pratica la Fede nel Dio di Abramo, consiste nel fatto che le prime affermano che la storia umana ha un andamento ciclico (rappresentabile da un cerchio o più cerchi in successione), in cui si alternano ere “buone” ed ere “cattive”, mentre il nostro credo afferma che la storia ha UN fine e LA fine. La storia ha UN fine poiché l’esistenza umana non è frutto del caso, ed esiste LA fine, poiché ci sarà la fine dei tempi, in cui “Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi”, come si legge nell’Apocalisse. Questa visione della storia è rappresentabile da una linea retta, con alti e bassi, ma che comunque punta verso l’alto.
La scienza ufficiale afferma che il caso esiste. In merito sono stati fatti anche numerosi studi di tipo fisico, matematico, biologico, etc.
Ora, la scienza afferma anche che esiste il principio di causa-effetto, per cui tutto ciò che esiste ha una causa, anche se a volte ignota. Come tutto ciò che avviene, ha una causa. E’ possibile che esista il caso, in un universo in cui vige il rigido principio di causa-effetto? Non lo so o, meglio, non penso. Albert Einstein affermò che “Dio non gioca a dadi”, riferendosi soprattutto alla nascente meccanica quantistica, la quale afferma che, a livello atomico e subatomico, esistono leggi di probabilità, studiabili con metodi statistici. Ad esempio, un elettrone di un atomo, ha la “probabilità” di trovarsi ad una certa distanza dal nucleo, che lo attrae costantemente, ma non la certezza, anche se comunque esistono ben determinati livelli o “gusci” elettronici, in base all’energia che essi possiedono.
Se il caso non esiste, tutto è determinato? E’ possibile. Ma come si spiegherebbe, allora, il libero arbitrio dell’uomo? Non intendo fare speculazioni al riguardo, ma affermo solo quanto disse l’Arcangelo Gabriele al Sacerdote Zaccaria, padre di Giovanni il Battista, il precursore di Gesù Cristo: “Nulla è impossibile a Dio”.
Sono profondamente convinto di questo, e non lo ritengo affatto un modo per aggirare la questione. Anzi, a ben vedere è l’unica spiegazione possibile. Le prove di ciò, inoltre, se vengono ricercate, appaiono veritiere.


Innanzitutto l’Onnipotenza di Dio appare in numerosissime occasioni nelle Sacre Scritture, tanto che essa è un dogma di fede. Inoltre Essa si è manifestata in altrettante numerosissime occasioni sia in tempi recenti sia nel tempo presente. Dove? A chi? Come?


Dove: in vari luoghi, in tutto il mondo.


A chi: a tanti uomini e donne, più o meno santi, a volte anche grandi peccatori.


Come: in vari modi, in tutto il mondo.


Gli esempi sono, letteralmente, centinaia e anche più.


Ricordiamone solo uno: la Madonna di Guadalupe, Messico.


Il sabato mattina del 9 dicembre 1531, la Vergine Santissima apparve a Juan Diego, indigeno “macehuales” di Cautitlan.
Fin qui, si potrebbe affermare che si sia trattato di una semplice allucinazione. Ma vediamo il seguito. Juan Diego, in seguito all’apparizione, si recò dal Vescovo, frate Juan de Zumàrraga, dell’Ordine dei Francescani, il quale chiese un “segno dal cielo” per poter credere alla visione dell’indigeno.
In seguito ad un’altra apparizione della Madonna, Juan Diego si recò sulla cima della collina di Tepeyrac, dove potè cogliere delle splendide rose di Castiglia, sbocciate miracolosamente fuori stagione. Ma non è tutto. Il nostro veggente colse le rose e le mise nel suo mantello (tilma). Andò poi dal Vescovo per mostrargli il prodigio e, quando aprì il mantello, su di esso era impressa l’immagine della Santa Vergine. Il mantello venne esaminato più volte, e se ne concluse che recava un’immagine detta “acheropita”, ossia non dipinta da mano umana.


Tutto ciò è sicuramente miracoloso, ma cosa è un miracolo? La definizione “tecnica” è la seguente: la sospensione temporanea, da parte di Dio, delle leggi naturali, concomitante con l’opera della Sua Onnipotenza.
Dal momento che i miracoli, nel corso dei secoli, sono stati migliaia, se non di più, è possibile ancora confutare la loro esistenza? No, certamente. E’ però possibile sostenere che le loro cause siano “ignote”, ossia non ancora spiegate dalla scienza. In tutto ciò cosa vedo? Vedo l’azione misericordiosa di Dio, che lascia sempre una spazio per credere ed uno per non credere. Ricordiamo però, a questo proposito, la cosiddetta “scommessa” di Pascal, grande scienziato, filosofo e credente: se scommettiamo che Dio non esiste moriamo e, necessariamente, crediamo di finire con la morte. Non c’è un guadagno. Se scommettiamo, invece, che Dio esiste, moriamo ugualmente, ma si apre la possibilità di un guadagno eterno.


Torniamo all’argomento principale di questo scritto: decadenza e rinascita.
Cos’è una decadenza? E’ una “caduta”. La simbologia è chiara: da una posizione “più in alto”, che da sempre l’uomo collega a qualcosa di “buono”, si ha una discesa ad una posizione “più in basso”, che si collega a qualcosa di “meno buono” o addirittura “cattivo”.
Quando una persona inciampa e cade, si ha per l’appunto una caduta, con conseguenze non certo piacevoli. E’ l’universale forza di gravità, che regola il moto di pianeti, stelle, galassie, nebulose, etc. In particolare, nel lessico comune, la decadenza include l’accezione di “periodo oscuro”, “male morale”, “incapacità di distinguere il bene dal male”, etc.
La Storia della Salvezza inizia con la Creazione, che è indubbiamente qualcosa di buono, poiché il nulla assoluto è inconcepibile (torneremo su questo argomento). Subito dopo si ha la caduta prima dell’uomo, simile alla caduta dello spirito del male, causa prima del male e della Sofferenza nel mondo. Come Lucifero, l’antico angelo “portatore di luce”, fu creato molto potente da Dio, ed in seguito volle farsi uguale a Dio, così il primo uomo e la prima donna, Adamo ed Eva, spinti da satana, credettero di farsi uguali a Dio.
Analizziamo un momento questa prima caduta. Dio, essendo buono (ce lo dice Gesù: “Dio solo è buono”), volle creare degli esseri innanzitutto felici, ma anche “a sua immagine e somiglianza”. Felici per due ordini di motivi: innanzitutto la costante amicizia, visione e vicinanza di Dio, ed in secondo luogo perché aventi la signoria su tutto il creato.
Cosa significa “a sua immagine e somiglianza”? Penso che la somiglianza principale con Dio sia la “coscienza” cioè la consapevolezza, nell’uomo, di “essere cosciente”. Spesso si definisce anche “autocoscienza”, ma penso che siano due cose diverse. L’autocoscienza, infatti, ha un moto centripeto: so che io esisto. La coscienza ha un moto centrifugo: percepisco, sento, gusto l’esistenza, naturalmente anche la mia.
Solo Dio possiede, in pienezza, entrambe le percezioni. Quando Mosè chiese a Dio il Suo Nome, Egli gli rispose: “Io Sono Colui Che Sono”. Quindi il più grande, potente, santo, eterno, infinito Io, appartiene solo a Dio. Nello stesso tempo, come dice San Giovanni, Dio è Amore. Ossia Dio è un movimento che procede dal suo Eterno ed Infinito Centro verso l’Infinito, l’Eternità che Egli stesso ha creato e da cui mai si separa, in particolare non si separa mai dalle Sue creature.
Indubbiamente la questione dell’io, della coscienza e dell’autocoscienza è molto complessa. Possiamo solo fare dei ragionamenti, ma probabilmente l’uomo, nella sua condizione terrena, non ne verrà mai a capo totalmente.
Si diceva prima che il nulla assoluto è inconcepibile. Proviamo ad immaginare che nulla esista, ma proprio nulla. E’ possibile? Se meditiamo un po’ su questo pensiero, la risposta è: no, non è possibile. Qualcosa, in particolare Qualcuno, deve pur esserci! Dio e noi, naturalmente. Tutto il percepibile e tutto l’invisibile. Non per niente il Credo (Simbolo Niceno-Costantinopolitano) recita: “Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.”
Si ha quindi, nella storia umana, una iniziale grande caduta, che precede un lungo e faticoso cammino di “salita”. Questo è il movimento più grande di decadenza-rinascita. In mezzo ci sono miriadi di cadute e rinascite, sia collettive, sia personali. Questo è sotto gli occhi di tutti, e non ha bisogno di dimostrazioni.
Qual è la causa della caduta personale e di quella collettiva? E’ il peccato, ossia una trasgressione nei confronti dei comandamenti divini. In che modo l’uomo viene a conoscenza dei comandamenti divini? Innanzitutto secondo una “legge morale” scritta nel suo cuore e nella sua mente, in secondo luogo per mezzo della conoscenza delle Scritture.
Perché esiste una morale? E’ Volontà Divina. Noi tutti percepiamo il piacere ed il dolore: istintivamente cerchiamo il piacere e fuggiamo il dolore. Ebbene, il Signore afferma più volte che saremo felici solo a patto di osservare la Sua Legge.
Dopo la prima grande caduta, qual è stata la seconda? E’ stato un omicidio: Caino uccide Abele. La volontà di affermazione del proprio io su un altro io, eliminandolo.
Ma questo porta alla felicità? A volte l’uomo tenta d’imporre uno o più “io” su altri “io”, ma cosa ottiene? Subito un soddisfacimento del proprio “io”, che si ritiene superiore, ma poi c’è la solitudine, e la solitudine più grande è l’allontanamento di Dio, Fonte di ogni cosa, Spiegazione ad ogni quesito, Origine e al tempo stesso Fine di tutto e di tutti.
Ciò è affermato chiaramente nel Libro dell’Apocalisse, ultimo Libro delle Scritture, scritto sotto ispirazione divina da San Giovanni Apostolo, quando si trovava sull’isola di Patmos.
In questo Libro, Gesù Cristo, nella Sua sfolgorante Maestà (non più inerme sulla Croce), afferma: “Io Sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine.”
Decadenza non significa solo caduta, peccato, abbruttimento, perdita, allontanamento, ma anche “lasciarsi andare”, credere di “essere arrivati”. Non scrivo questo come mia idea personale, ma in rapporto alle Scritture. Già nell’Antico Testamento sta scritto che non è bene pensare di avere abbastanza: questo mi basta, sono a posto, tranquillo e beato.
La spiegazione migliore di questo aspetto dell’esistenza, però, ci viene data da Gesù nel Vangelo, con la cosiddetta “Parabola del ricco stolto”, che riporto di seguito.

Disse poi una parabola:
"La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: Demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé e non arricchisce davanti a Dio”.

Gesù, dunque, ci esorta non solo a non confidare nelle ricchezze terrene, ma anche a “non lasciarci andare”. Questo concetto è molto importante, e si collega al concetto di “vigilanza”. Spesso, infatti, Gesù esorta a “vegliare”: “Ve lo ripeto, vegliate!”.

Posso testimoniare personalmente due casi in cui ho potuto vedere questa Parola di Dio in azione nella vita di due persone, due donne che chiamerò qui con nomi inventati: Laura e Antonietta.
La prima, Laura, conduceva una vita piuttosto felice. Aveva un impiego fisso, un marito e un figlio. Laura un giorno mi confidò che si sentiva “a posto”, “bene”. Non era ricca, ma viveva una vita tranquilla e penso anche piuttosto serena.
Tutto questo, però, finì bruscamente. Il marito, infatti, la lasciò per mettersi con un’altra donna. Il colpo, per lei, è stato durissimo, tanto da finire “in cura per motivi psichici”. E’ da parecchio tempo che non la vedo, ma ho dei motivi per pensare che ora stia meglio.

La seconda, Antonietta, non è andata “in cura”, anzi, ora sta bene. Tuttavia anche lei ha vissuto due esperienze traumatizzanti, proprio quando si sentiva serena, senza particolari problemi. E’ stata infatti vittima di due incidenti, aventi la medesima meccanica: è stata investita due volte, quando stava camminando a piedi. Ha sofferto molto, ma si è ripresa.

Cosa possiamo dedurre, da tutto ciò? Innanzitutto non dobbiamo affatto pensare che Dio gioisca di queste cose. La questione non è tanto: sto bene o sto male. La questione, per Dio e per noi è: mi sto evolvendo spiritualmente?
Spesso occorrono grandi sofferenze, per purificare l’anima ed evolversi spiritualmente.
Questo porta ad una complessa questione: esattamente, cosa è lo Spirito?
Possiamo tentare di rispondere in questo modo: esiste innanzitutto lo Spirito di Dio, che tutto governa, e lo spirito dell’uomo, che “tenta” di governare a sua volta l’uomo medesimo.
Esistono dunque dei livelli. Un giorno un Sacerdote francescano mi disse che tutto, ma proprio tutto, è governato da Dio, anche le forze del male, benché esse, naturalmente, non lo vogliano affatto. Siamo sicuri di questo? Certo. Citerò un episodio della vita di San Francesco d’Assisi: una notte San Francesco stava dormendo a casa di un Vescovo suo amico. Egli però, non riusciva a dormire nel bel letto che aveva a disposizione. Questo, secondo le biografie del Santo, è da imputarsi a “demoni castaldi” ossia “servitori” che, per ordine di Dio, tormentavano il Santo per non farlo dormire nel comodo letto della bella casa del Vescovo, dal momento che San Francesco doveva sempre vivere con Madonna Povertà. Egli, mi sembra, trovò pace solo quando decise di mettersi a dormire per terra. Naturalmente Dio non agisce con malizia; fece così perché amava Francesco ed era “santamente geloso” della sua santità.
Ricapitolando, tutto è governato dallo Spirito di Dio. Anche l’uomo è dotato di uno spirito (e penso anche gli animali, fatte le debite differenze). La differenza sostanziale fra lo Spirito di Dio e quello umano, penso consista nel fatto che, mentre il primo è Onnipotente, Onnipresente, Onniveggente ed Onnisciente, al secondo spetta soprattutto fare delle scelte, e le scelte più importanti riguardano il bene ed il male.
Ciò detto, non intendo naturalmente negare la realtà corporale dell’uomo, il quale ha un cervello. Cervello che pure è molto complesso e delicato. Basta infatti un po’ di sonnifero e si va a nanna, e dov’è lo spirito? Penso che la mente umana sia un po’ sulla immaginaria linea di confine fra lo Spirito e la materia. Dio vuole che sia lo Spirito a dominare la materia, e non viceversa; dobbiamo comunque sempre tenere presente che il confine è solo immaginario. Un filosofo indiano affermò che “tutto è spirito”.
Tutto si rapporta all’anima, all’entità percipiente che ogni essere umano possiede (e penso anche animale, sebbene a livelli diversi).
Immaginiamo di trovarci di fronte ad una persona con un forte mal di denti.
Immaginiamo di poter misurare, con opportune apparecchiature, le correnti elettriche che dai nervi dei denti giungono al cervello, dove sono elaborate.
Immaginiamo pure di poter seguire “in diretta” tutti i percorsi neuronali di tali differenze di potenziale.
Ebbene, anche potendo fare tutto ciò, potremo mai sperimentare scientificamente la sensazione del dolore, che solo questa misteriosa “entità percipiente” dell’uomo può sentire e vivere? Non penso che ciò sia possibile. Ebbene, lo Spirito non si può misurare scientificamente, ma ogni giorno non percepiamo, pensiamo, agiamo grazie alla sua azione e percezione continue.

Gesu Giudice buono

 

Pur avendo un evidente senso della giustizia, alcune persone ritengono “fandonie” concetti come il Giudizio Universale. Anch’io credo che Dio sia Amore Infinito e, di più, Misericordia Infinita, ossia Amore che nulla chiede in cambio. Ma credo anche che sia Giustizia. Gesù Cristo stesso, rivolgendosi a Santa Faustina Kowalska, suora polacca vissuta 33 anni ed universalmente definita “Apostola della Divina Misericordia”, disse: “Io Sono Re di Misericordia e Giudice Giusto.” Questo si può leggere nel “Diario” di questa grande Santa e Mistica, dotata da Dio di doni e carismi eccezionali eppure modestissima, con poca cultura, solitamente dedita, nei vari conventi in cui ha vissuto, alle mansioni più umili: giardiniera, cuoca e portinaia. Penso che il Signore eserciti la Giustizia con infinita Sapienza. Non solo Egli Stesso è la Sapienza Incarnata, ma è anche amorevole pedagogia. Moltissimi esempi di questo si possono trovare nella Sacra Bibbia (Antico e Nuovo Testamento). In pratica tutto ciò ha essenzialmente due aspetti: il Signore punisce non solo per castigare, cioè per infliggere delle sofferenze, ma perché queste facciano comprendere la Verità, l'umiltà e molte altre cose importanti. Inoltre solo Dio sa trarre il bene dal male: molti sono gli esempi, come si è detto, fra cui il rinnegamento di San Pietro e la conversione di San Paolo. Da queste situazioni situazioni (un uomo che per paura rinnega Gesù ed un altro che, pensando di servire Dio, perseguita i primi cristiani) il Signore trae il bene dal male, ossia porta a compimento la Sua opera. Anche nel caso della risurrezione dell'amico Lazzaro, Gesù affermò che questa morte non era una fine, ma era accaduta per manifestare la Gloria di Dio. L'esempio più alto di tutto ciò è la morte di Gesù in Croce: dal massimo male (l'uccisione del Figlio di Dio), il Signore trae il massimo bene (la salvezza di tutte le anime).

Ragazzi, non so voi, ma io temo il Demonio e l’Inferno; non sempre si tratta di una semplice "paura"; è così perché il “Santo Timor di Dio” è Volontà Divina. Egli infatti, pur essendo nostro Padre, chiede rispetto e adorazione. Inoltre cerco ogni giorno di amare Dio, il Signore, ed il prossimo. Tutto ciò, naturalmente, è spesso difficile, ma è l’unica Via. Chi ha mai potuto affermare, infatti: “Io Sono la Via, la Verità e la Vita” ? Solo Nostro Signore Gesù Cristo, naturalmente. Personalmente, preferisco essere una “pecora salvata” che un “leone condannato”, anche se il “leone” che è in me, spesso, si dibatte vigorosamente. Ciò non toglie che abbiamo il diritto e, spesso, il dovere, di ricercare, indagare, interrogarci, riflettere, approfondire, agire… in una parola: vivere. Ricordate la scena del film “Matrix” in cui Morpheus chiede a Neo di scegliere fra la conoscenza della “verità” ed il ritorno alla “solita vita”? Egli porge a Neo due pillole: una blu (solita esistenza) ed una rossa (la conoscenza). Naturalmente Neo sceglie la pillola rossa, ma cosa simboleggiano, solitamente, questi colori? Ovviamente il Paradiso (blu) e l’Inferno (rosso)… Inoltre, indovinate un po’ in quale mano Morpheus teneva la pillola rossa? Nella sinistra. E la pillola blu? Ovviamente nella destra. Tutto ciò non ha affatto connotazioni politiche, ma bibliche. Leggiamo infatti, in Giovanni 21, 6: “Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.” Dal libro del profeta Ezechiele, capitolo 47, versetto 1: “Mi condusse poi all'ingresso del tempio e vidi che sotto la soglia del tempio usciva acqua verso oriente, poiché la facciata del tempio era verso oriente. Quell'acqua scendeva sotto il lato destro del tempio, dalla parte meridionale dell'altare.”

 

 

La Sacra Bibbia ha come ultimo Libro L'Apocalisse o Rivelazione, che termina con le seguenti Parole, al Capitolo 22: "Colui che attesta queste cose dice: 'Sì, vengo presto!'. Amen. Vieni, Signore Gesù! La Grazie del Signore Gesù sia con tutti voi. Amen!" La vita in generale, ed in particolare quella degli esseri umani, è un qualcosa che ci è stato donato. Siamo infatti creature, nessuno di noi ha creato se stesso. La vita, semmai, ci è stata trasmessa, ovviamente dai nostri genitori e progenitori. In particolare, noi cristiani crediamo che non solo Dio ci ha creati, ma che "viene" continuamente in noi, ogni giorno, ma anche in momenti più o meno eccezionali e, soprattutto, al termine di questa vita terrena. Il Signore Gesù ci esorta continuamente non solo ad amare Lui, ossia il Figlio del Dio Vivente, con il Padre e lo Spirito Santo, ma anche i nostri fratelli e le nostre sorelle, indistintamente, comprese tutte le altre creature. "Tutto ciò che avete fatto ad uno dei Miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a Me." Se facciamo del bene al prossimo, lo facciamo anche a Dio, che abita in ogni creatura, e se facciamo del male al prossimo, purtroppo, lo facciamo anche al Signore della Vita.

 Tutto ciò è un po' l'ABC del cristianesimo, che però non riguarda solo i cristiani, ma tutti gli uomini e tutte le donne. Eppure... anche chi è credente da molto tempo fa spesso fatica a mettere in pratica quanto detto. Questo avviene non solo per una certa dose di "cattiveria" che abbiamo un po' tutti, la cui origine è principalmente l'egoismo, ossia l'eccessivo egocentrismo, noncurante del prossimo, ma anche per una sorta di "distrazione" nel vivere la vita di ogni giorno. Il "ricco epulone" della nota parabola di Gesù, non è infatti definito dal Signore un "cattivo" ma, implicitamente, uno che pensa solo agli affari suoi, il quale non si rende conto che da molto tempo, proprio davanti a casa sua, c'è qualcuno in grave difficoltà... il povero Lazzaro. Come molti sanno, entrambi muoiono. Il ricco va all'Inferno ed il povero affamato e piagato va in Paradiso, consolato "nel seno di Abramo". Ora, ci sono moltissimi libri che si occupano di definire, in qualche modo, cosa siano l'Inferno e il Paradiso, per cui non ci soffermeremo a parlare di queste realtà, che certamente possono far paura, ma il succo di questa paradigmatica vicenda è che, se ne siamo in grado e ne abbiamo la possibilità, dobbiamo "vegliare" e "amare", ossia stare almeno un po' attenti a chi e cosa incontriamo nel corso delle nostre giornate. Questo include il fare delle scelte, prendere delle decisioni, dare e ricevere un po' di amore, cercare di capire le motivazioni profonde del nostro ed altrui agire, cercare di non giudicare, etc. Non si tratta di eseguire un programma chiamato "amore", altrimenti saremmo simili a dei robot, ma cercare di mettere in pratica la cosiddetta "regola d'oro": tutto ciò che vuoi sia fatto a te, fallo anche tu agli altri.

Tuttavia... è innanzitutto il Signore Gesù che "scende" o "viene" a noi per donarci il Suo Amore, come la Gerusalemme Celeste del suddetto Libro dell'Apocalisse, non costruita da mani d'uomo. Se questo non avvenisse, il nostro piccolo ma cocciuto "io" avrebbe quasi sempre la meglio: "mors tua vita mea". Solo il Dio Incarnato, il Dio e Uomo Gesù Cristo ha potuto donare Se Stesso ed amare incondizionatamente in maniera perfetta. Quando Dio mise alla prova Abramo, chiedendogli di sacrificare il giovane Isacco sul monte Moria, il figlio della Promessa lungamente atteso, fermò poi prontamente la mano del giusto e fedele servo prima che colpisse il ragazzo. Alcuni ritengono che questo monte, circa duemila anni dopo, fosse chiamato con il nome di... Golgota, ossia il "luogo del cranio" su cui venne crocifisso il Signore Gesù... e Dio Padre, questa volta, non risparmiò il Suo Unico Figlio. In entrambi i casi, abbiamo un momento drammatico e tragico seguito da una grande gioia e consolazione. Nel caso di Abramo e di suo figlio Isacco, Dio mostrò loro un ariete impigliato nei rovi, che servì come olocausto, mentre nel secondo... Dio risuscitò Gesù Cristo e lo glorificò per tutta l'eternità. In tutto ciò la parola fondamentale è "fede". Nel primo caso abbiamo una fede grande, ma umana, mentre nel secondo caso abbiamo la fede di Gesù nell'infinito Amore del Padre. Gesù sapeva che il Padre Suo e Padre nostro l'avrebbe risuscitato da morti, ma non per questo anche la Sua fede divina non dovette passare attraverso la prova: "Mio Dio, Mio Dio, perché Mi hai abbandonato?" Ma poi: "Ho sete" e "Tutto è compiuto". Dio ha sete della nostra sete, e questo non è un gioco di parole, ma la realtà più importante della nostra fede: il chiedere al Signore la salvezza, l'aver sete di una vita diversa, veramente compiuta. Uno dei fili conduttori delle Parole di Gesù riportate nei Vangeli è il seguente: se abbiamo una vita "compiuta" in Terra... rischiamo di non possedere la Vera Vita compiuta nel Regno di Dio, e viceversa: "Beati i poveri, perché di essi è il Regno dei Cieli".

Uno degli esempi più importanti di questo è la parabola del "ricco stolto". Qui non si parla d'Inferno, ma di morte e basta. Un ricco aveva ottenuto un buon raccolto... mi costruirò dei granai più grandi e me la spasserò per molto tempo... Stolto! Questa notte stessa ti sarà chiesta la vita! Leggendo solo i "fatti" pare quasi che il Signore non accetti che uno se la goda, anche in maniera "legittima". In realtà questa parabola vuole farci capire che se siamo "compiuti" nella carne, rischiamo di non esserlo nello Spirito, che ovviamente è infinitamente più importante, perchè "è lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla". Anche in questo caso, occorre leggere un po' in profondità: nessuno visse così in pienezza Spirito e Materia come Gesù, Pane spezzato (la Sua Carne) e Vino versato (il Suo Sangue). Il fatto è che Gesù cerca sempre di esortare tutti noi a "innalzare il punto di vista", ossia ad avere uno sguardo più ampio sulla nostra ed altrui vita, sull'esistenza, sulla storia, sulla religione... perché il Padre è infinitamente più in là di ogni nostra aspettativa, ma, al contempo, ci è vicinissimo, ci vivifica e ci dona la vita eterna. Gesù desidera che siamo in ricerca, anche se questo può farci soffrire, perché prima o poi il bruco deve trasformarsi in farfalla.

Che il Signore ci apra gli occhi e le orecchie, il cuore e la mente, e che ci aiuti a capire quando dobbiamo amare. Amen!

 

 

 

Dio non si è accontentato di dire che ti amava: un giorno, nel tempo, Egli è divenuto uomo: un essere come te, di carne, di coscienza e di sangue. Non hai bisogno di aver fatto degli studi superiori, per capire che cosa sia un uomo. Basta sentirti vivere, amare e piangere. Un uomo nasce, vive e passa sulla Terra, ed è Dio: Gesù di Nazaret, Figlio di Maria, Figlio di Dio. Se hai qualche esperienza del Dio tre volte Santo, non puoi non essere meravigliato, stupefatto, sbalordito davanti al mistero di Gesù.

È un Essere totalmente Dio, senza alcuna riserva, e senza alcuna sfumatura. È un Essere totalmente uomo, senza alcuna riserva e senza alcuna diminuizione della sua umanità: "non è solo un uomo che nasce a Betlemme, che lavora a Nazaret, che parla alle folle in Palestina, che grida di paura al Getsemani, che muore a Gerusalemme: è Dio che nasce, lavora, parla, soffre e muore." (J. P. Deconchy) Gesù realizza il collegamento tra Dio e l'uomo e tra l'uomo e Dio. E per fare questo gli basta di essere, non ha altro da fare. È veramente l'Amore di Dio per te che prende corpo in Gesù Cristo. Accogli nel tuo cuore il Verbo incarnato e scruta senza stancarti il mistero della sua Persona. Domandagli spesso di immergerti nel Cuore di Dio e nel cuore dell'uomo. Quando ti avvicini a Gesù Cristo con la fede, scopri la vera dimensione del tuo essere di uomo divenuto dimora di Dio.

Dal libro "Prega il Padre tuo nel segreto" di Jean Lafrance

 

Ora, noi tutti sappiamo che esistono molte religioni, e che qualcosa di vero è contenuto in ciascuna di esse. Tutte, infatti, pur ciascuna con i propri limiti, cerca di rispondere alle domande fondamentali dell'esistenza, soprattutto in vista di una realtà superiore ed invisibile, che spesso viene definita "ultraterrena", ossia che supera questo mondo, in qualità, quantità, dimensione, bontà, amore, misericordia, giustizia, potenza, compassione, sapienza, intelligenza, etc. La maggior parte delle religioni crede nell'esistenza di un "dio" o di più "dei". Tipicamente, si parla di religioni monoteistiche: Ebraismo, Cristianesimo e Islam, e di religioni "politeistiche". Nel corso dei millenni, alcune di queste religioni o credenze hanno subito dei mutamenti, o sono scomparse, oppure sono apparse in qualche luogo del pianeta.

Solitamente, una religione ha un "fondatore", conosciuto o meno. Alcune religioni, infatti, non hanno un "iniziatore ufficiale", come le fedi degli Indiani d'America, ad esempio, che credono nel Grande Spirito. Tutti noi, chi più chi meno, abbiamo sentito parlare di Gesù, di Abramo, di Mosè, di Maometto, di Budda, di Zoroastro, etc. Tuttavia, la differenza principale fra il Cristianesimo e tutte le altre religioni, è che il nostro fondatore non è solo un uomo, per quanto santo, evoluto ed illuminato, ma Dio Stesso che si è incarnato in un corpo umano, in un momento storico ben preciso ed in un luogo geografico altrettanto definito e conosciuto. Si tratta essenzialmente di un dato di fede, ma anche "di fatto", per chi crede. Nelle varie sfaccettature della religione Induista vi è la presenza dei cosiddetti "avatar" (che non hanno a che fare con il noto film o con le figurine che si usano in rete per individuare le persone, anche se c'è un collegamento di significato). Questi "avatar" sono delle "incarnazioni di una qualche manifestazione della divinità", come lo yoga, la sapienza, l'azione, la potenza, etc. Però nessuno di questi grandi personaggi è mai stato ritenuto Dio Onnipotente ed Eterno in Terra. Noi cristiani, invece, crediamo fermamente che Gesù Cristo è vero Dio e vero Uomo, e che Egli è il Figlio di Dio. Ora, a tutte le possibili negazioni di questo, possiamo rispondere: se Dio è Onnipotente, perché mai non potrebbe essere in grado di generare un Figlio e di farlo nascere da una donna umana, Maria Santissima, senza bisogno di un padre umano?

A volte rischiamo di "sottovalutare" la potenza di Dio. Forse perché non sempre ci rendiamo conto della Sua Presenza in mezzo a noi, forse perché alcuni di noi scuotono la testa rassegnati di fronte al dilagare del male nel mondo... o per mille altri motivi. Eppure tutte e tre le religioni monoteistiche o "abramitiche", di cui sopra, dichiarano fermamente che Dio è Onnipotente. In pratica, più della metà dell'intera popolazione umana che vive sulla Terra crede che Dio sia Onnipotente, ma... a volte sembra che non lo manifestiamo veramente, almeno a parole... figuriamoci con i fatti! Eppure è così, almeno per quasi tutte le "teologie" e, soprattutto, per la teologia cristiana, tanto che noi cristiani non solo crediamo che Dio sia Onnipotente e che abbia un Figlio uguale a Lui, ma che l'Altissimo sia la Santissima Trinità: il Padre Creatore, il Figlio Unigenito e lo Spirito Santo Amore che procede dal Padre e dal Figlio e fonde le due vite divine e tutte le creature nell'Amore di Dio. Dio è Uno e Trino, Dio è una famiglia di Esseri Divini. Tutto ciò è sbalorditivo, ma noi crediamo che sia così. Quindi, perché sottovalutare la Potenza di Dio? Come si è detto, il problema del male e del cosiddetto "mistero d'iniquità" è una delle ragioni che molti prendono in considerazione riguardo ai dubbi sull'esistenza di Dio.

Fin dall'antichità, alcune religioni, pagane a tutti gli effetti, consideravano comunque la vita come una "prova" (stiamo parlando, ad esempio, degli antichi egizi). Anche noi cristiani usiamo spesso il termine "prova" per identificare quelle situazioni particolarmente difficili che tutti noi, prima o poi, dobbiamo attraversare. Anche in questo caso, però, il Cristianesimo si distingue in modo particolare: Dio non è un arbitro imparziale che aspetta che gli uomini e le donne "superino" le prove, anche se a volte pare che sia così, ma è Egli Stesso che si è fatto carico delle nostre sofferenze e dei nostri peccati... morendo appeso ad una Croce. Le "prove", però, rimangono. I peccati, infatti, sono l'unica cosa che può in qualche misura "allontanarci" da Dio, anche se Egli è in tutti e in tutto, da sempre e per sempre. Più che altro, siamo noi che rischiamo di allontanarci da Lui, e non Lui da noi. La forma di preghiera più alta e, al contempo, più semplice e necessaria, è di mettersi davanti a Dio in raccoglimento interiore e, se possibile, anche esteriore, aspettando il Suo Amore e donando a Lui il nostro, per quanto ne siamo capaci. Niente di più, ma anche niente di meno. Questo significa che, apparentemente, può essere semplice, ma che spesso non lo è... per mille motivi, ancora una volta. Tuttavia, l'importante è non rassegnarsi, l'importante è scommettere sempre di più su questo Dio così misterioso... ma Buono!

 

 

 

 

Integrata nel corpo di Cristo morto e risuscitato, la tua vita assume un valore eterno. Gesù non è solo Colui che t'insegna la via della salvezza, Egli è anche Colui che la compie e la realizza nella Sua Pasqua. Dirà Lui Stesso che Egli è la Via, la Verità e la Vita. Tuo compito non è solo di seguirLo portando la tua croce, ossia realizzando la volontà precisa di Dio su di te, ma di lasciarGli rivivere in te la Sua vita. Tutte le decisioni che puoi prendere per la tua vita di cristiano prendono il loro senso e il loro valore nella vita del Cristo. Egli è il primo ad avere fatto della Sua vita un'offerta al Padre. È per questo che tu devi contemplarLo a lungo nel Suo mistero pasquale, affinché t'infonda la Sua vita divina con il dono del Suo corpo glorificato.

Dal libro "Prega il Padre tuo nel segreto" di Jean Lafrance

 

Il Signore Gesù ha usato ed usa tuttora molti modi per farci partecipi della Sua vita. Innanzitutto possiamo conoscerLo dal punto di vista dei Vangeli, ossia leggendo e cercando di mettere in pratica quanto Egli disse, fece ed insegnò. A livello visibile, inoltre, non abbiamo cose più preziose nell'universo che il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo. Possiamo letteralmente cibarci di Lui, con il Suo Corpo che diventa anche il nostro corpo e il Suo Sangue che scorre anche nelle nostre vene. Naturalmente è soprattutto una questione di fede, ma di una fede coltivata. Inoltre, è bene sottolineare che a questo proposito, sparsi nei secoli, ci sono stati dei veri e propri "miracoli eucaristici". In pratica, ci sono state diverse situazioni in cui l'Ostia consacrata dal Sacerdote è divenuta Carne ed il Vino consacrato è divenuto Sangue. Si tratta di eventi realmente accaduti e documentati, e chi volesse approfondire la questione potrebbe, ad esempio, fare una ricerca in Internet digitando in un motore di ricerca "miracoli eucaristici". A volte, in queste occasioni, il Signore non ha semplicemente fatto un miracolo, ma ha anche dato un particolare valore a situazioni spesso piuttosto oscure. Ad esempio, il più noto miracolo eucaristico avvenuto a Torino (per il quale è stata poi eretta la Chiesa del Corpus Domini) fece seguito ad un... furto di un ostensorio con l'Ostia consacrata al suo interno. In un'altra occasione e in un altro luogo, una donna rubò un'Ostia consacrata (ostia significa "vittima") per far eseguire... un rito magico a una "fattucchiera". Tuttavia, non lo fece poiché avvenne il miracolo, che ovviamente la dissuase totalmente da tali pratiche. Il Signore Gesù, come si è detto, utilizza molte maniere per farci partecipi della Sua vita, ma è soprattutto con la Sua azione in noi che Egli "compie" le nostre vite, soprattutto quando Gli permettiamo di agire. In questo modo, se anche moriamo, è con Lui che moriamo, ed è con Lui che risorgeremo. Non si tratta di "frasi fatte", dette e ridette perché così è, punto e basta, ma di un processo veramente divino, del quale però ogni cristiano è tenuto a vivere qualcosa, almeno rendendosene un po' conto.

Non s'intende affermare in questa sede che dobbiamo credere solo perché ci sono i miracoli, ma anch'essi hanno la loro importanza. Non per niente, anche se in un altro contesto, il Signore afferma nel Vangelo: "Se non credete alle Mie Parole, credete almeno alle opere che Io compio." Incredibilmente, coloro che lo fecere uccidere... credevano ai Suoi miracoli, ma ritenendolo "scomodo" lo fecero eliminare. Una storia che da sempre si ripete, fin da quando Caino uccise Abele per invidia. Anche Ponzio Pilato sapeva bene che "Glielo avevano consegnato per invidia". Il Figlio di Dio si fa "consegnare" ai pagani occupanti la Terra Santa per "invidia", si fa picchiare, si fa schernire, si fa flagellare, si fa sputare addosso, si fa coronare di spine, si fa inchiodare ad una Croce per... morire e poi risorgere per la salvezza eterna di tutti. Effettivamente, la nostra fede è uno "scandalo" per i Giudei (che conoscevano il Dio di Abramo) ed una "stoltezza" per i Greci (ossia tutti gli altri), come disse e scrisse San Paolo Apostolo. I Greci o Gentili, infatti, non si sarebbero mai sognati un Dio simile, ma così è stato, così è, e così sarà, per sempre.

Perché in Cristo morto e risorto le nostre vite assumono un valore eterno? Perché se Dio permise la caduta del primo uomo, Adamo, e quindi di tutta la sua stirpe, volle invece che il Suo Figlio Unigenito, incarnandosi in un corpo umano, risollevasse l'umanità intera. Si tratta di un mistero, ma che non è un qualcosa di "assurdo"; anzi, è quasi "logico", pur essendo in gran parte incomprensibile alla nostra natura umana. Come il figlio del "Signor Rossi" mantiene il cognome paterno sia che si comporti bene, sia che si comporti male, così il nostro essere figli di Dio non viene mai meno, e se il Figlio Unigenito, nostro fratello divino, fa qualcosa, anche noi ne viviamo le conseguenze. Dio è veramente Onnipotente, ma pare che a volte si "sottometta" a delle particolari "leggi spirituali" di cui ne conosciamo solo alcune, ma certamente non tutte. Naturalmente, se necessario, Dio può far qualsiasi cosa. Inoltre, non è da sottovalutare l'azione dello spirito del male, ossia di Satana (l'Accusatore) che, non potendo accusare Dio di alcunché, cerca di accusare i Suoi figli e le Sue figlie. Noi dobbiamo certamente cercare di comportarci bene ed amare Dio e il prossimo, ma la nostra vera giustificazione è nel Sangue di Cristo, che ha pienamente soddisfatto il Padre e zittito per sempre il Maligno.

Dio Padre deve aver veramente sofferto tanto con il Cristo, ma la Sua ricompensa non viene mai meno: Egli innalzò Gesù al di sopra di tutto e di tutti, facendoLo sedere alla Sua destra e dandoGli "ogni potere in Cielo e in Terra", come Gesù stesso afferma nel Vangelo. È per questi motivi e molti altri che in Cristo le nostre vite assumono un valore eterno, non solo perché le nostre anime sono immortali, dal momento che siamo fatti "a immagine e somiglianza di Dio", ma innanzitutto perché il Signore stesso ci ha veramente redenti. Il Signore ama tutte le Sue creature, compresi gli animali che, pur se sottomessi all'uomo, sono certamente più innocenti di noi. Non per niente Dio fece salvare da Noè i nostri "fratelli più piccoli", conducendoli nell'Arca. L'Arca servì per la salvezza dei corpi delle creature, ma la Croce di Cristo è il ponte che ha permesso all'uomo e alla donna decaduti, di ogni epoca, di poter nuovamente vivere nella piena amicizia, figliolanza e grazia del Padre, il quale ci ha amati anche "quando eravamo peccatori".

 

 

 

E' ora che tutti i Cristiani si rendano conto delle penose condizioni in cui versa l'umanità, e che ciascuno dia il proprio contributo per dare una "sveglia" a tutti, credenti e non credenti. Non per niente Gesù ripete spesso l'invito: "Vegliate!" Rischiamo di vivere delle vite in gran parte fuori dall'Amore di Dio. Perché? Perché non apriamo i nostri cuori e i nostri occhi. Guardiamo ma non vediamo, ascoltiamo ma non comprendiamo. Le notizie riguardanti animali riportati in questa Home Page dovrebbero risvegliare in noi il senso dell'amore per la vita. Gli esseri umani sono più importanti, certamente, perché Gesù ha detto: "Voi valete più di molti passeri". Inoltre, in maniera assolutamente mirabile, il Figlio di Dio si è fatto Uomo. Quindi, fin dagli inizi, l'essere umano ha un'importanza incommensurabile agli occhi del Signore, tanto che Egli alitò il Suo Spirito nella materia di cui è fatto l'uomo, "a Sua immagine e somiglianza". Sapete perché gli uomini hanno più bisogno dell'aiuto di Dio, rispetto agli animali? Perché gli animali compiono perfettamente la Sua Volontà. Noi, spesso, per nulla, nonostante secoli e secoli di sonore "legnate sui denti", non per volontà di Dio, ma per la nostra stupidità. Qui c'è un grande mistero: nella Sua Onnipotenza, il Creatore guida anche chi si allontana da Lui o che addirittura Gli si mette contro. Il Maligno vuole che la Terra sia abitata da miliardi di esseri incapaci di pensare con la propria testa e, allo stesso tempo, di amare Dio e gli altri uomini e donne. Una volta che l'umanità sarà formata solo da conformisti impotenti e da "anticonformisti" presi dal semplice gusto della ribellione, il Male cercherà di cancellare tutti quanti, ma come sta scritto Gesù Cristo tornerà, questa volta non come un inerme condannato a morte, ma come Colui che metterà le cose a posto. Noi sappiamo veramente cosa significhi l'espressione "cose a posto" ? Niente affatto! Confondiamo l'ordine e la giustizia umani come l'attuarsi d'una "giusta" società. Millenni di aspirazione all'ordine ed al controllo, a cosa hanno portato? Al disordine e al caos, non tanto esteriori, ma interiori. Qui è dove si gioca la vera partita della vita umana: nel profondo dei nostri cuori.

Nostra Gloria è la Croce di Cristo!

La Croce, si sa, significa dolore, ma anche Gloria e protezione dal Nemico.

Gesù disse infatti le seguenti parole a Santa Gemma Galgani:

"Ma, figlia mia, se la croce tu non la sentissi, non si potrebbe chiamarla col nome di croce. Stai pur sicura che sotto la croce non ti perderai. Il demonio non ha forza contro quelle anime che, per amor mio, gemono sotto la croce. O figlia mia, quanti mi avrebbero abbandonato, se non li avessi crocifissi! La croce è un dono prezioso e da esso si apprendono molte virtù."