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    Gesù Cristo Vero Dio e Vero Uomo - Sito Cristiano Cattolico

Alcuni canti del rinnovamento nello Spirito Santo

Titolo
Adoro Te
Davanti a questo Amore
Gesù t'adoriamo
In eterno canterò
Invochiamo la Tua Presenza
Lode al Nome Tuo
Tu sei Santo Tu sei Re

 

 

Non hai conosciuto Cristo secondo la carne, ma puoi riconoscerlo oggi nella potenza del Suo Spirito. Come dice Giovanni all'inizio della sua prima epistola, tu puoi ascoltarlo, vederlo, contemplarlo e toccarlo nella fede. Incontrandolo, gusterai la gioia e la pace della Pasqua. In un grande silenzio interiore, completamente abitato dallo Spirito, che ti fa sperimentare la presenza del Cristo glorioso, rileggi i racconti della risurrezione. La tua fede di credente riposa sulla testimonianza degli apostoli, trasmessa oggi dalla predicazione della Chiesa.

 Innanzi tutto, sii convinto della presenza attuale del Risorto. Egli è vivo, e questo vuol dire che la Gloria di Dio ha penetrato tutto il Suo Essere, e non può più morire. Prima della Sua morte, il corpo di Gesù era limitato dalla opacità della Sua carne; ormai Egli si esprime attraverso un corpo che Paolo definisce come "spirituale". Il Cristo risuscitato diviene un puro "trait d'union", dice il padre Xavier Léon-Dufour. Per questo si mostra simultaneamente in luoghi lontani fra loro, per far capire ai discepoli che Egli abolisce ogni limite di spazio e di tempo.

Cristo risuscitato è presente a tutti gli uomini di ogni tempo: puoi dunque annodare con Lui delle relazioni personali. Ti conosci e ti senti in relazione con il Cristo vivente come con qualcuno che è altro da te, dal quale dipendi interamente, senza del quale vivere non è più vivere, con il quale tutto diviene amore. Cristo risorto ti penetra del Suo sguardo e compenetra anche tutti quelli che ti avvicinano e che ami. Allo stesso modo Egli è in relazione particolare ed esclusiva con tutti gli uomini. Se ignori questa presenza universale di Gesù, tu lo mutili.

Ma questa presenza universale del Cristo risorto ti permette anche di raggiungere gli altri nel più profondo di loro stessi, di far loro capire quello che le parole non sono in grado di dire. Tu puoi agire su di essi e amarli con tutto l'amore del tuo cuore, anche se nei contatti personali l'opacità del tuo corpo impedisce la vera comunione: "Cristo ci collega e ci rende manifesti gli uni agli altri", dice Teilhard de Chardin. In Lui tu ritrovi tutti gli uomini e tutte le cose, per cominicar loro il meglio di te. Tutta la creazione così illuminata dalla presenza del Risorto riprende il suo movimento verso il Padre, diviene segno della presenza di Dio. Ma puoi fare questa scoperta solo nella misura in cui il tuo sguardo è illuminato dalla fede. In tutte le apparizioni del Risorto, si comincia col dubitare: gli apostoli vedono Gesù e non lo riconoscono; vi è come un velo carnale che impedisce loro di vedere. È il caso dei discepoli di Emmaus: Cristo non ha cambiato di aspetto, pur tuttavia non è riconoscibile. A causa del venerdì santo, gli apostoli non possono capire che Cristo sia là. È allora che Gesù prende Lui Stesso l'iniziativa dell'inconotro: non viene, ma si fa vedere; appare e si trova improvvisamente in mezzo a loro (è il vocabolario della teofania). Ogni volta affronta direttamente la causa dell'incredulità dei discepoli: lo scandalo della Croce. Già Pietro, dopo la sua professione di fede a Cesarea, rifiutava un Messia sofferente. I discepoli scoprono che la conoscenza del Risorto è diversa dalla conoscenza terrena di Gesù. Non è un fantasma, è proprio Lui, ma è diverso; è sottratto alle condizioni normali della vita terrena, ha un corpo spirituale. Per riconoscerlo occorre impegnarsi e prendere partito per Lui, cioè credere il Lui.

La stessa cosa avviene nella preghiera. Tu riconoscerai il Cristo risorto accogliendo la Sua Presenza e impegnandoti di fronte a Lui in un dialogo di libertà. Per riconoscerlo devi fare un passo verso di lui. È quando gli dimostri fiducia nell'amore, che Egli si rivela a te: "Vieni a me con tutto il tuo cuore, dice un proverbio arabo, e io ti darò i miei occhi." Il Risorto non può essere riconosciuto che da chi crede.

Ma il Cristo risorto non si dà a te in spettacolo, Egli ti proietta verso gli altri nell'avvenire. Tu devi ormai annunziare che Cristo è presente e vivente nel cuore del mondo e in ogni avvenimento. La presenza del Risorto non è statica, ma dinamica e missionaria. Tu sei inviato a tutti i tuoi fratelli per annunziare loro la buona novella. Non dimenticare che Mattia è stato scelto come apostolo perché aveva accompagnato Gesù dal Battesimo alla Risurrezione. Se non hai fatto l'esperienza del Risorto nella preghiera e nella vita quotidiana, predicherai una verità o una morale, ma non annuncerai il mistero di una Persona vivente, mentre è questo in definitiva che i tuoi fratelli aspettano.

Dal libro "Prega il Padre tuo nel segreto" di Jean Lafrance

 

 

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